Madagascar. Rajoelina scioglie il governo, ma continuano le proteste

di Alberto Galvi

In risposta alle manifestazioni di massa per la carenza di elettricità e acqua, il presidente del Madagascar, Andry Rajoelina, ha sciolto il governo. Le tre giornate di manifestazioni sono le più imponenti che il Madagascar abbia visto negli ultimi anni e rappresentano la sfida più importante che Rajoelina ha dovuto affrontare dalla sua rielezione nel 2023.
Le manifestazioni dei giorni scorsi sono state motivate dalla frustrazione per anni di difficoltà economiche. Il presidente Rajoelina ha promesso misure a sostegno delle imprese che hanno subito perdite durante i disordini e ha affermato di voler aprire un canale di comunicazione con i giovani.
Le proteste sono state guidate in gran parte da giovani, infuriati per il deterioramento delle condizioni di vita. Durante le manifestazioni almeno 22 persone sono state uccise e più di 100 sono rimaste ferite. Il movimento di protesta in Madagascar è stato ampiamente coordinato sui social media, in particolare su Facebook.
Gli organizzatori delle manifestazioni si sono ispirati alle proteste dei giovani in Kenya e Nepal, e nonostante lo scioglimento del governo e le promesse di accettare in modo parziale le richieste, sono scesi nuovamente in piazza.
In Madagascar il primo ministro è nominato dall’Assemblea nazionale, ed è nominato dal presidente. Il Consiglio dei ministri è nominato dal primo ministro.