Messico. Al via il Servizio sanitario nazionale: sogno o realtà?

di Vincenzo Tartaglia –

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum Pardo, ha recentemente annunciato di aver firmato il decreto presidenziale per la creazione del Servicio Universal de Salud (SUS).
Si tratta, dunque, di un Servizio sanitario universale completamente gratuito che, almeno sulla carta, dovrebbe garantire a tutti i cittadini messicani l’accesso alle cure in uno qualsiasi dei tre sistemi sanitari pubblici del Paese: IMSS, IMSS-Bienestar e ISSSTE. A tal fine, le iscrizioni per l’accreditamento resteranno aperte fino al 30 aprile, a partire dalle persone di età pari o superiore agli 85 anni.
Successivamente, l’accesso sarà esteso progressivamente a tutte le altre fasce d’età e categorie, comprese le persone con disabilità.
Come spiegato dal governo, gradualmente tutte le cartelle cliniche saranno digitalizzate e inserite in banche dati condivise. È previsto inoltre lo scambio di servizi tra le tre istituzioni pubbliche, inclusi quelli specialistici ospedalieri, nonché la fornitura universale di prescrizioni mediche, consulti ambulatoriali specialistici e ricoveri ospedalieri su indicazione medica. È prevista, infine, la creazione di un’applicazione mobile che consentirà agli utenti di accedere alla versione digitale del proprio accreditamento, verificare in tempo reale la propria idoneità e consultare l’elenco delle strutture sanitarie disponibili.
L’app permetterà inoltre ai pazienti di gestire gli appuntamenti, accedere a informazioni su servizi specifici, consultare la propria storia clinica e le cartelle digitali, seguire i programmi di assistenza domiciliare, utilizzare servizi sanitari digitali basati sull’intelligenza artificiale e accedere a consulti di telemedicina.
Secondo il governo, tutti questi obiettivi saranno raggiunti gradualmente entro il 2028, seguendo la tabella di marcia prefissata.
Si tratta di un obiettivo nazionale fortemente voluto dalla presidente Sheinbaum Pardo che, se portato a compimento, renderebbe il Messico il Paese con il più grande sistema sanitario universale e gratuito al mondo, considerando che la nazione conta circa 132 milioni di abitanti.
Tuttavia, al di là degli ambiziosi annunci sulla gratuità della sanità, il governo dovrà confrontarsi con la realtà.
Come evidenziato dal Centro di ricerca sulle politiche pubbliche messicano, oltre al necessario sforzo di bilancio, resta un nodo cruciale: da dove arriveranno i fondi? A ciò si aggiungono altre questioni chiave che influenzeranno il successo del programma, in particolare il coordinamento tra le istituzioni e l’accesso effettivo ai servizi sanitari.
In teoria, il diritto alle cure è sancito dalla Costituzione messicana, ma le condizioni istituzionali, finanziarie e operative per garantirlo non risultano ancora pienamente consolidate. A ciò si aggiungono le lacune strutturali e il cronico problema della corruzione che affligge il Paese.
Secondo la misurazione multidimensionale della povertà effettuata dall’Instituto Nacional de Estadística y Geografía (INEGI), circa 44,5 milioni di persone non hanno accesso ai servizi sanitari.
Inoltre, circa 260 mila persone con disabilità vivono in condizioni di isolamento e incontrano gravi difficoltà anche solo nel raggiungere il presidio sanitario più vicino, come riportato dal quotidiano La Jornada.
Alla luce di questi fattori, l’Istituto Messicano per la Competitività (IMCO) ha incluso nei propri studi specifici indicatori per misurare l’accesso e la qualità dei servizi sanitari. Secondo l’IMCO, la realizzazione di un sistema sanitario universale comporterà molteplici implicazioni, e sarà fondamentale che le autorità competenti affrontino con serietà questa sfida, ponendo basi solide per la costruzione di un servizio sanitario universale efficace e sostenibile.