di Giuseppe De Santis –
Come in molti altri Paesi dell’America Latina, anche in Messico esiste un forte divario tra ricchi e poveri. La buona notizia però è che negli ultimi anni sono stati compiuti importanti progressi nella riduzione delle disuguaglianze.
Secondo i dati della Banca Mondiale, per la prima volta nella storia del Paese il numero di persone appartenenti alla classe media ha superato quello di chi vive in condizioni di povertà. In particolare la percentuale della popolazione che vive in povertà è scesa dal 41,9% nel 2018 al 29,6% nel 2024. Ciò significa che il numero di messicani poveri è diminuito da 51,9 milioni nel 2018 a 38,5 milioni nel 2024.
Parallelamente, la quota di popolazione appartenente alla classe media è aumentata dal 27,2% nel 2018 al 39,6% nel 2024. Secondo la Banca Mondiale, tra il 2018 e il 2024 circa 12 milioni di messicani sono usciti dalla povertà, uno dei migliori risultati registrati in America Latina.
A contribuire a questi risultati sono state le politiche sociali adottate dal presidente Andrés Manuel López Obrador, in carica proprio nel periodo compreso tra il 2018 e il 2024. Questa riduzione della povertà ha prodotto anche effetti positivi sull’economia: i nuovi membri della classe media hanno infatti aumentato i propri consumi, consentendo alle imprese messicane di incrementare le vendite.
Nonostante questi importanti progressi, resta ancora molto da fare affinché il Messico possa diventare un Paese a reddito medio-alto. Il percorso è ancora lungo, ma il governo messicano sembra aver avviato il processo nella giusta direzione.












