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Non si fermano le proteste in Nepal a seguito della decisione del governo guidato da Khadga Prasad Sharma Oli di chiudere le piattaforme social, compresi Facebook, Instagram e YouTube. Sono almeno 21 i morti dovuti agli scontri con le forze dell’ordine, soprattutto giovani, ma oggi si è arrivati anche all’incendio del Parlamento e della sede di un partito. Le autorità hanno disposto la chiusura dell’aeroporto di Katmandu. Nella capitale nepalese è caos, e da più parti è stata denunciata la dura repressione della polizia.
Ieri si è dimesso il ministro degli Interni Ramesh Lekhak, mentre oggi è stato lo stesso primo ministro Khadga Prasad Sharma Oli a rimettere il suo mandato nelle mani del presidente Ram Chandra Poudel.












