di Giuseppe Gagliano –
Nei giorni scorsi l’esercito nigeriano ha riferito che separatisti hanno ucciso almeno 11 persone in un attacco a sorpresa a un posto di blocco nello stato di Abia, nel sud-est della Nigeria. L’attacco è stato attribuito all’Indigenous People of Biafra (IPOB), un gruppo separatista fuorilegge che cerca la creazione di uno stato indipendente per la popolazione etnica Igbo. Il portavoce della difesa, il generale Edward Buba, ha affermato che sei civili e cinque soldati sono morti nell’assalto. L’IPOB è un movimento separatista che ha guadagnato notorietà nel sud-est della Nigeria, spingendo per la secessione della regione per formare un nuovo stato chiamato Biafra. Questo desiderio di secessione è radicato nella memoria della guerra civile nigeriana (1967-1970), che ha visto la dichiarazione di indipendenza del Biafra e la successiva guerra, durante la quale più di un milione di persone sono morte, principalmente di fame.
La situazione della sicurezza in Nigeria è complessa e multi-sfaccettata. Oltre alla minaccia dei gruppi separatisti nel sud-est, il paese deve affrontare una ribellione jihadista nel nord-est guidata dallo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Occidentale (ISWAP). Inoltre ci sono frequenti scontri tra pastori nomadi e agricoltori nelle regioni centrali e un aumento dei rapimenti e della criminalità organizzata nel nord-ovest.
La pressione su governo e forze armate è intensa, con militari impegnati su più fronti per mantenere l’ordine e la sicurezza in tutto il paese.
L’IPOB ė stato fondato da Nnamdi Kanu nel 2012, e promuove il diritto all’autodeterminazione del popolo Igbo, sostenendo che la regione è stata marginalizzata economicamente e politicamente dal governo federale nigeriano. Il movimento cerca di sensibilizzare la comunità internazionale sulla causa del Biafra e organizza proteste, manifestazioni e campagne mediatiche per ottenere il sostegno per il referendum sull’indipendenza.












