di Alessandra Fabbretti / Dire * –
Si sono aperti intorno alle 10.30 ora italiana a Ginevra i colloqui, mediati dall’Oman, tra delegati di Iran e Stati Uniti per definire un nuovo accordo sul nucleare, e al tavolo dei colloqui Teheran avrebbe portato una bozza di accordo che “testerà la serietà” della Casa bianca, “togliendole ogni pretesto” per opporsi ancora al pacifico programma nucleare iraniano. Lo scrive l’agenzia di stampa iraniana Irna, vicina al governo, citando fonti informate. La testa avverte che al momento non sono ancora trapelati dettagli, tuttavia il suddetto testo è già stato inoltrato ai negoziatori statunitensi tramite il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr bin Hamad Al-Busaidi.
L’Agenzia francese Afp invece cita il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei, secondo cui l’Iran intende ottenere la sospensione delle sanzioni americane sul Paese insieme al diritto di poter “usare pacificamente l’energia nucleare”. Prima dei colloqui di Ginevra, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è intervenuto per dire che, come “è già stato ripetutamente chiarito”, l’Iran “non lavorerà allo sviluppo di armamenti nucleari”. Un’ipotesi che “anche se volessi sostenere, non potrei”, ha aggiunto, sia “da un punto di vista religioso”, sia perché “non è ammissibile che un’idea del genere mi passi per la testa”.
Secondo il Guardian, l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff insieme al consigliere alla Casa Bianca e genero di Donald Trump, Jared Kushner, ha chiesto che l’Iran accetti di arricchire l’uriano al di sotto del 5%. Nell’accordo sul nucleare del 2015 – da cui Trump uscì unilateralmente nel 2018 -, il limite fu fissato al 3,67%. In entrambi i casi si tratta di livelli ben lontani da quelli richiesti per la produzione di armi. Pertanto, la Casa Bianca sta chiedendo a Teheran di convertire il suo programma nucleare per i soli scopi civili, mentre sembra che non ci sarebbero aperture rispetto alla fine delle sanzioni.
* Fonte: agenzia Dire.












