Olanda. Rapporto indica che Huawei spierebbe i membri del governo, ma il colosso cinese smentisce

di Giuseppe Gagliano

Un’azienda cinese leader nel settore delle telecomunicazioni ha negato con fermezza un’affermazione da parte di un giornale dei Paesi Bassi secondo cui il suo personale di servizio potrebbe ascoltare le chiamate effettuate dagli utenti dei telefoni olandesi, inclusi alti funzionari del governo. Il rapporto risale al 2010 ed è stato scritto dalla società di consulenza Capgemini per conto di KPN, uno dei maggiori fornitori di servizi di telecomunicazioni dell’Olanda. L’azienda con sede a Rotterdam aveva assunto Capgemini per condurre un’analisi dei rischi sull’opportunità di acquistare più apparecchiature dal gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei. A quel punto l’azienda cinese, una delle più grandi al mondo nel suo settore, forniva già a KPN apparecchiature hardware e software.
Secondo il quotidiano De Volkskrant, che ha consultato il rapporto Capgemini del 2010, i consulenti hanno messo in guardia KPN dall’acquisto di ulteriori apparecchiature da Huawei. Hanno infatti riferito ai dirigenti di KPN che l’azienda cinese aveva “accesso illimitato” al contenuto delle conversazioni telefoniche da parte degli abbonati tramite hardware e software costruiti da Huawei che erano già presenti nel sistema telefonico della compagnia olandese. Questi includevano l’allora primo ministro olandese, Jan Peter Balkenende, e praticamente tutti i ministri del governo. Il rapporto affermava che gli standard sulla privacy esistevano in teoria, ma non c’era alcun meccanismo in atto per garantire che fossero seguiti.
Martedì Huawei ha smentito il rapporto di De Volkskrant. Il direttore operativo dell’azienda nei Paesi Bassi, Gert-Jan van Eck, ha affermato che le accuse del rapporto Capgemini, come riportato dal giornale, erano “semplicemente non (tecnicamente) possibili”. Van Eck ha aggiunto che tali affermazioni erano “palesemente false” e rappresentavano “una sottostima della sicurezza dell’ambiente di intercettazione” in cui Huawei operava in Europa. Il governo olandese non ha fatto commenti sul rapporto De Volkskrant.