ONU. Crisi finanziaria, pesano i mancati contributi di Stati Uniti e Cina

di Guido Keller

Le Nazioni Unite attraversano una delle fasi finanziarie più difficili della loro storia recente. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal l’organizzazione sarebbe vicina a una grave crisi di liquidità a causa dei mancati versamenti da parte di alcuni dei suoi principali finanziatori, in particolare Stati Uniti e Cina.
Washington avrebbe accumulato arretrati per circa 4 miliardi di dollari, mentre Pechino dovrebbe ancora versare 455 milioni di dollari. Complessivamente i contributi dei due Paesi rappresentano circa il 42% del bilancio ordinario delle Nazioni Unite, rendendo particolarmente pesante l’impatto dei ritardi sui conti dell’organizzazione.
Le difficoltà economiche hanno già prodotto conseguenze concrete. L’ONU avrebbe infatti eliminato circa 3mila posti di lavoro all’interno del Segretariato e adottato misure di contenimento della spesa che, secondo diverse fonti, includono persino lo spegnimento delle scale mobili in alcune sedi.
La crisi finanziaria ha inoltre riacceso il dibattito sul ruolo e sulla funzione delle Nazioni Unite nel contesto internazionale contemporaneo. Secondo alcuni osservatori l’organizzazione avrebbe progressivamente perso la centralità strategica che aveva durante la Guerra Fredda, quando rappresentava sia il tavolo diplomatico dei vincitori della Seconda guerra mondiale sia uno dei principali strumenti di gestione delle tensioni tra Stati Uniti e Unione Sovietica.
Con la scomparsa dell’URSS e l’emergere di un sistema internazionale più frammentato, l’ONU sarebbe oggi diventata soprattutto una piattaforma di confronto diplomatico e una vasta struttura burocratica globale. Una valutazione critica che non cancella tuttavia il ruolo svolto dall’organizzazione in numerosi programmi umanitari, sanitari e di sviluppo che continuano a operare in diverse aree del mondo.
Nell’analisi viene citato anche Donald Trump, che durante la sua esperienza politica avrebbe cercato di promuovere un sistema internazionale maggiormente incentrato sulla leadership statunitense. Tuttavia, secondo i commentatori, l’influenza personale dell’ex presidente americano non sarebbe stata sufficiente per ridefinire in modo duraturo gli equilibri della governance globale.
La crisi dell’ONU si inserisce così in un quadro più ampio di trasformazione dell’ordine internazionale, caratterizzato dalla crescente competizione tra grandi potenze e dalla difficoltà delle istituzioni multilaterali nel mantenere il ruolo centrale svolto nel Secondo dopoguerra.