Onu. Guterres agli Stati, ‘mancano soldi: o li versate, o riscrivete le regole’

di C. Alessandro Mauceri

L’Organizzazione delle Nazioni Unite potrebbe essere costretta a chiudere per mancanza di fondi. A lanciare l’allarme, in una lettera contenente un accorato appello agli Stati membri, è stato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.
Secondo Guterres tutta la macchina delle Nazioni Unite corre un serio rischio di “imminente collasso finanziario”. Per questo ha chiesto agli Stati di “onorare pienamente e tempestivamente i propri obblighi di pagamento”. O di rivedere le regole finanziarie dell’ONU.
“O tutti gli Stati membri rispettano i loro obblighi di pagamento per intero e puntualmente, oppure devono rivedere radicalmente le nostre norme finanziarie per evitare un imminente collasso finanziario”, ha detto. “L’attuale andamento è insostenibile. Espone l’organizzazione a un rischio finanziario strutturale e impone una scelta netta: o gli Stati membri accettano una revisione radicale delle nostre regole finanziarie, oppure devono accettare la prospettiva concreta di un collasso”, ha aggiunto.
Il segretario generale non ha attribuito la responsabilità di questo stato di cose a una nazione in particolare, ma è più che evidente il riferimento alla decisione degli Stati Uniti d’America di tagliare i finanziamenti ad una sessantina di enti multilaterali, molti dei quali membri delle Nazioni Unite, per dedicarsi al cosiddetto “Board of Peace”. E nel farlo, di aver chiesto ad altri paesi di aderire a questo nuovo ente, pagando ciascuno un miliardo di dollari. “Il consiglio di amministrazione di Trump sembra essere una specie di club globale in cui si paga per giocare, a giudicare dalla quota di iscrizione permanente di un miliardo di dollari”, ha detto Louis Charbonneau, direttore delle Nazioni Unite per Human Rights Watch. “Invece di consegnare a Trump assegni da un miliardo di dollari, i governi dovrebbero collaborare per proteggere le Nazioni Unite e le altre istituzioni istituite per sostenere i diritti umani internazionali e il diritto umanitario, lo stato di diritto globale e la responsabilità”, ha affermato Charbonneau. Gli Stati Uniti d’America rappresentano il 22% del bilancio di base delle Nazioni Unite (seguiti dalla Cina con il 20%).
Per far fronte alla ridotta disponibilità di fondi, l’ONU ha già cercato di ridurre le spese. All’inizio di gennaio è stato approvato un bilancio di 3,45 miliardi di dollari per il 2026. Una cifra in calo del 7% rispetto all’anno precedente. Ma questo potrebbe non essere sufficiente: lo stesso Guterres, nella sua lettera, ha avvertito che l’ONU potrebbe esaurire i fondi entro luglio. Non c’è da sorprendersi: finora nel 2026, solo 36 dei 193 stati membri delle Nazioni Unite hanno versato per intero i loro contributi regolari per il 2026, afferma l’ONU sul suo sito web.
Pur senza nominare i paesi che non avevano pagato, nella sua lettera, Guterres ha ricordato che, alla fine del 2025, le quote in sospeso hanno raggiunto la cifra record di 1,57 miliardi di dollari.