Perù. Indigeni bloccano l’accesso alla miniera di rame di Antapaccay

di Alberto Galvi

I membri di dieci diverse comunità indigene peruviane hanno bloccato l’accesso alla miniera di rame di Antapaccay, dell’azienda mineraria di Glencore, in protesta per l’annunciata espansione del sito. Antapaccay è la settima miniera di rame più grande del Perù. I residenti locali hanno iniziato a bloccare le strade per ottenere un incontro con i funzionari minerari del governo per timore di danni ambientali causati dal piano di espansione. Negli ultimi anni Antapaccay ha dovuto affrontare proteste da parte di gruppi indigeni locali per questioni ambientali. Non solo le conseguenze dell’inquinamento stanno diventando evidenti nei numerosi problemi di salute della
popolazione, ma stanno anche avendo un impatto enorme sulla flora e sulla fauna.
Per i rappresentanti dell’azienda mineraria di Glencore l’espansione rappresenta un investimento di 1,8 miliardi di dollari: hanno fatto sapere che la società mineraria lavorerà su accordi con le comunità di Huano Huano, Huini
Coroccohuayco e Pacopata.
I leader delle comunità hanno chiesto l’approvazione e l’attuazione di programmi di indennizzo per le popolazioni colpite dalle attività minerarie e l’istituzione di norme pubbliche che consentano ai governi regionali e locali di regolamentare un accesso ragionevole alle risorse e di promuovere lo sviluppo delle comunità locali.