
di Guido Keller –
Non è ancora chiaro se veramente i droni intercettati tre giorni fa sulla Polonia, circa una quindicina, provenissero o meno dalla Russia. Mosca ha da subito preso le distanze informando che quelli lanciati “hanno tutti raggiunto i loro obiettivi” e che c’è piena disponibilità a confrontarsi con le autorità polacche, ma tanto è bastato per far gridare al presidente ucraino Volodymyr l’ennesima minaccia di un’attacco russo all’intera Europa.
La Polonia non confina con la Russia, e i droni sono giunti sorvolando il territorio bielorusso, cosa che ha portato le autorità della Bielorussia, paese tradizionalmente alleato di Mosca, ad avvertire immediatamente quelle polacche del transito di velivoli sconosciuti, i quali sono stati prontamente abbattuti dagli aerei Nato.
Le ipotesi sulla provenienza dei droni sono diverse, tanto che lo stesso presidente Usa Donald Trump ha parlato della possibilità di Uav che “si sono persi”, forse per la guerra elettronica, ma ancora non è detto che possano essere stati realmente russi.
Fatto sta che quanto accaduto è servito alla Polonia e all’Alleanza Atlantica per alzare l’asticella delle tensioni, e anche oggi gli aerei si sono alzati in Polonia “per garantire la sicurezza del nostro spazio aereo”, per quanto non siano stati intercettati droni in territorio ucraino. L’aeroporto di Lublino è stato momentaneamente chiuso. Droni sono caduti sull’Ucraina, ma questa è la quotidianità, come pure quelli ucraini hanno centrato obiettivi in Russia: oggi un drone ucraino ha colpito uno dei più grandi complessi di raffinazione del petrolio della Russia, quello della Bashneft nella regione del Bashkortostan, peraltro, in base a quanto riferito, procurando danni limitati.
Da Bruxelles è intanto stato annunciato il 19mo pacchetto di sanzioni alla Russia, una misura che, a quanto risulta dai precedenti 18 pacchetti, rischia di non servire a nulla se non di costare cara alle famiglie e alle imprese europee. Le pressioni maggiori arrivano da Zelensky e dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, i quali contano di coinvolgere nel sistema sanzionatorio sia il G7 che il G20.
L’inviato dell’Ue per le sanzioni David O’Sullivan si è recato a Washington per confrontarsi con la Casa Bianca, ma mentre il presidente Usa continua a dire agli europei di smettere di comprare idrocarburi dalla Russia (per comprare quelli statunitensi a quattro volte il prezzo), la statunitense Exxon sta stringendo accordi con la russa Rosneft.
Tornando alla Polonia, c’è da segnalare l’ordine di dispiegamento di 40mila uomini nella parte orientale del paese in vista delle esercitazioni congiunte di Russia e Bielorussia “Zapad 2025”, che si ripetono da sempre ogni 4 anni.











