
di Guido Keller –
La sospensione della produzione di gas naturale liquefatto (GNL) in Qatar sta provocando un effetto domino sui mercati energetici globali. Diverse grandi compagnie energetiche, tra cui Shell e altri operatori internazionali, hanno dichiarato la “forza maggiore” nei confronti dei propri clienti dopo l’interruzione delle forniture provenienti da QatarEnergy.
Secondo fonti citate da Reuters, la decisione arriva in seguito allo stop alla produzione presso uno dei principali impianti di GNL del Qatar, con una capacità di circa 77 milioni di tonnellate all’anno. La compagnia statale QatarEnergy, tra i maggiori esportatori mondiali di gas liquefatto, ha a sua volta dichiarato lo stato di forza maggiore sulle spedizioni, liberando temporaneamente le aziende dagli obblighi contrattuali legati alle consegne. (MarketScreener Italia)
Come ha riportato Reuters, la dichiarazione di forza maggiore è una clausola contrattuale che consente alle aziende di sospendere o modificare le forniture quando eventi straordinari e fuori dal loro controllo rendono impossibile rispettare i contratti. Nel caso attuale, l’interruzione della produzione in Qatar ha impedito agli operatori che acquistano GNL dal paese di mantenere gli impegni presi con i propri clienti.
Tra i principali acquirenti del gas qatariota figurano Shell e la francese TotalEnergies, entrambe partner di lunga data di QatarEnergy e coinvolte anche nel progetto di espansione del gigantesco giacimento North Field, destinato ad aumentare ulteriormente la capacità di esportazione entro il 2027. Gli analisti stimano che Shell ritiri circa 6,8 milioni di tonnellate annue di GNL dal Qatar, mentre TotalEnergies ne acquista circa 5,2 milioni di tonnellate per rivenderle sui mercati internazionali. (Investing.com Italia)
Le prime indicazioni suggeriscono che le spedizioni previste per marzo non subiranno modifiche, ma l’impatto dell’interruzione potrebbe farsi sentire a partire da aprile, con possibili ritardi o cancellazioni nelle consegne. Secondo il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, anche in caso di cessazione immediata delle tensioni nella regione potrebbero essere necessarie settimane o mesi per tornare alla piena operatività degli impianti. (Reuters)
La crisi arriva in un momento di forte instabilità geopolitica in Medio Oriente e rischia di ripercuotersi sui prezzi globali dell’energia. Il Qatar è infatti il secondo esportatore mondiale di GNL e fornisce gas soprattutto ai mercati asiatici ed europei; un’interruzione prolungata delle sue esportazioni potrebbe quindi ridurre l’offerta globale e aumentare ulteriormente la pressione sui prezzi del gas.
Gli operatori del settore stanno ora monitorando l’evoluzione della situazione, mentre i mercati energetici restano in allerta per possibili ulteriori ripercussioni sulle forniture internazionali di gas.











