Russia. A Vienna riprendono i contatti riservati per sondare una possibile pace in Ucraina

di Giuseppe Gagliano –

Alcuni ex alti funzionari di Francia, Germania, Regno Unito e Russia si sono riuniti a Vienna per esplorare possibili margini negoziali sulla guerra in Ucraina, in un’iniziativa riservata organizzata dal Centro per il dialogo umanitario, organismo svizzero specializzato nella mediazione dei conflitti. Pur non trattandosi di un negoziato ufficiale, l’incontro segnala il tentativo europeo di riaprire canali di comunicazione con Mosca mentre il conflitto continua.
Al tavolo erano presenti il diplomatico francese Pierre Vimont, l’ex segretario di Stato tedesco Markus Ederer e Tim Barrow, già consigliere britannico per la sicurezza nazionale. L’identità del rappresentante russo non è stata resa nota. Lo scopo dell’iniziativa era verificare quali condizioni potrebbero risultare accettabili per le parti senza esporre direttamente i rispettivi governi.
Le reazioni ufficiali confermano la natura riservata del confronto. Berlino ha dichiarato di non esserne stata informata, Londra ha evitato commenti sull’attività dei suoi ex funzionari, mentre Parigi e il Cremlino hanno mantenuto il silenzio. Nella prassi diplomatica, questi canali informali consentono di sondare possibili compromessi prima di avviare trattative ufficiali.
L’incontro si inserisce nei tentativi di Francia, Germania e Regno Unito di ristabilire un dialogo con Mosca, mentre anche ambienti vicini al presidente del Consiglio europeo António Costa avrebbero cercato contatti con Vladimir Putin. L’obiettivo è recuperare un ruolo negoziale europeo in una fase in cui gli Stati Uniti concentrano una parte crescente della loro attenzione sulla crisi con l’Iran.
Resta però irrisolta la questione territoriale. Mosca continua a chiedere la cessione dell’intera regione di Donec’k, comprese le aree ancora controllate da Kiev, mentre l’Ucraina considera questa ipotesi inaccettabile sia sul piano politico sia su quello militare. Qualsiasi accordo dovrà affrontare contemporaneamente la linea del cessate il fuoco, lo status dei territori contesi, le garanzie di sicurezza per Kiev e il futuro delle sanzioni contro la Russia.
Nel frattempo la guerra prosegue con intensi attacchi russi e con il continuo sostegno militare occidentale all’Ucraina. Entrambe le parti cercano di rafforzare la propria posizione sul campo per presentarsi ai futuri negoziati da una posizione di forza, alimentando così una guerra di logoramento destinata a prolungarsi.
Il conflitto continua inoltre ad avere pesanti conseguenze economiche. L’Ucraina resta fortemente dipendente dagli aiuti internazionali, mentre l’Europa affronta l’aumento delle spese militari, dei costi energetici e del sostegno finanziario a Kiev. La Russia, pur avendo riconvertito parte della propria economia allo sforzo bellico e rafforzato i rapporti con Cina e India, continua a confrontarsi con inflazione, carenza di manodopera e difficoltà tecnologiche.
La riunione di Vienna non rappresenta ancora una svolta diplomatica, ma indica che in Europa cresce la consapevolezza della necessità di affiancare all’assistenza militare una ricerca di soluzioni negoziali. Per il momento la pace resta confinata ai canali riservati, in attesa che le condizioni politiche e militari rendano possibile un confronto ufficiale.