Russia. Bandita dagli Usa, la Huawei conquista Mosca

di Giuseppe Gagliano

Mentre gli Stati Uniti hanno bandito Huawei per presunto spionaggio e hanno chiesto ai suoi alleati di seguire tali direttive, Mosca ha siglato a giugno un accordo di partnership con la multinazionale cinese affinché anche in Russia si possa sviluppare la rete 5G. Proprio questo mese la multinazionale cinese ha aperto la sua prima zona di test di 5G a Mosca, in stretta collaborazione con l’operatore russo MTS con lo scopo di distribuire il servizio ad alta velocità in tutta la capitale russa.
A tale proposito le autorità russe hanno esplicitamente dichiarato che l’infrastruttura di rete 5G entrerà a far parte della città di Mosca entro i prossimi anni. Inoltre la Russia prevede di implementare la rete 5G in tutte le sue principali città entro il 2024. Non dobbiamo infatti dimenticare che la multinazionale cinese è la principale investitrice nello sviluppo di tecnologie mobili in Russia oltre a essere la seconda più grande azienda di smartphone al mondo.
La Huawei cinese attualmente impiega 400 persone a Mosca e 150 a San Pietroburgo e i suoi piani di sviluppo prevedono di incrementare il numero del personale che dovrebbe arrivare a 500 lavoratori entro la fine del 2019. Allo scopo di rafforzare la collaborazione tra l’azienda cinese e la Russia il sistema operativo russo Aurora collaborerà in modo sinergico con l’azienda cinese.
Alla luce di queste informative di natura squisitamente tecnologica, l’unica valutazione geopolitica ragionevole che si possa compiere è che questa partnership è volta a contenere e nel contempo a ostacolare la proiezione di potenza economica della tecnologia delle comunicazioni americana.