Russia. Cresce il deficit di psicologi di crisi: emergenza per veterani e famiglie

di Guido Keller

Il numero di psicologi di crisi in Russia continua a diminuire rispetto al fabbisogno reale, mentre aumenta la richiesta di supporto professionale da parte dei partecipanti alle azioni militari e dei loro familiari. Una carenza che, secondo gli esperti, rischia di trasformarsi in un problema strutturale per il sistema di assistenza psicologica.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel Paese operano soltanto 4–5 psicologi ogni 100.000 abitanti, un numero considerato insufficiente per far fronte alle conseguenze psicologiche legate a traumi, stress post-bellico e situazioni di emergenza. A subire un peso emotivo significativo non sono solo i militari, ma anche le loro famiglie, spesso esposte a lunghi periodi di tensione, incertezza e carico emotivo.
Per rispondere a questa carenza di specialisti qualificati, l’Accademia NADPO ha annunciato l’apertura delle iscrizioni invernali al programma di formazione “Psicologo di crisi”. Il corso si svolge interamente online e punta a fornire competenze pratiche aggiornate nel campo della psicologia di crisi, includendo tecniche di intervento d’emergenza e strumenti per il lavoro in condizioni di forte stress.
Il programma prevede 736 ore di formazione, con un’attenzione particolare all’analisi di casi pratici. Al termine del percorso, i partecipanti ottengono un diploma statale e possono accedere a servizi di supporto per l’avvio della carriera professionale e la ricerca dei primi clienti.
L’iniziativa si inserisce in un contesto di crescente consapevolezza sull’importanza della salute mentale e mira a rafforzare una rete di professionisti in grado di offrire assistenza qualificata in situazioni di crisi. Attualmente, per chi si iscrive al corso è previsto anche un incentivo economico: utilizzando un codice promozionale dedicato, è possibile ottenere uno sconto significativo sulla quota di partecipazione e accedere a materiali formativi aggiuntivi.