Russia. L’Armageddon nucleare si allontana, riprendono i colloqui con gli Usa

di Enrico Oliari

L’incubo di una nuova corsa al nucleare sembra allontanarsi. Russia e Stati Uniti hanno deciso di riaprire canali diretti di comunicazione militare ad altissimo livello, nel tentativo dichiarato di prevenire errori di calcolo e possibili escalation involontarie.
Secondo quanto riferito dal Comando europeo delle Forze armate statunitensi, la decisione è maturata dopo una serie di incontri riservati svoltisi ad Abu Dhabi, che hanno portato a un primo passo concreto: il ripristino del dialogo tra i vertici militari dei due Paesi.
A rappresentare Washington è il generale Alexus G. Grynkewich, autorizzato a confrontarsi direttamente con il capo di Stato maggiore russo Valery Gerasimov. L’obiettivo ufficiale è creare «un meccanismo per prevenire un’escalation involontaria», riducendo il rischio di incidenti o incomprensioni operative.
Parallelamente al dialogo militare, emergono segnali di distensione anche sul fronte del controllo degli armamenti. Lo statunitense Axios riferisce che Mosca e Washington avrebbero concordato di continuare a rispettare i limiti previsti dal New START, pur dopo la sua scadenza formale del 5 febbraio.
Il trattato, che impone tetti stringenti al numero di missili balistici intercontinentali, vettori strategici e testate nucleari dispiegate, non verrà rinnovato immediatamente sul piano giuridico. Tuttavia fonti citate parlano di un’intesa “in buona fede”: entrambe le parti manterranno i vincoli esistenti almeno per i prossimi sei mesi, mentre proseguiranno i negoziati per un possibile nuovo accordo.
Il piano, precisano le stesse fonti, dovrà comunque essere approvato dai leader dei due Paesi.
Il contesto resta delicato. Nel febbraio 2023 il presidente russo Vladimir Putin aveva annunciato la sospensione della partecipazione russa allo START, una mossa che aveva riacceso i timori di una nuova competizione nucleare tra le due maggiori potenze atomiche.
Il riavvio dei contatti diretti tra gli stati maggiori e la disponibilità a mantenere, almeno temporaneamente, i limiti del trattato segnano ora un’inversione di tendenza significativa. Non una distensione politica completa, ma un pragmatismo orientato alla stabilità.
Si ritiene che la Russia abbia all’attivo circa 5.450 testate nucleari, mentre gli Usa circa 5.150.
Per gli analisti strategici, la ripresa del dialogo rappresenta una valvola di sicurezza fondamentale. Anche nei momenti più critici della Guerra fredda, linee di comunicazione aperte hanno spesso evitato incidenti potenzialmente catastrofici.
Oggi, tra tensioni geopolitiche e conflitti regionali, il mantenimento di regole condivise sul controllo degli armamenti resta uno degli strumenti principali per ridurre il rischio di confronto diretto.
Il messaggio che arriva da Abu Dhabi è chiaro: l’“inverno nucleare” evocato negli ultimi mesi non è inevitabile. Tuttavia Mosca e Washington, pur restando rivali, sembrano aver scelto la strada del dialogo per evitare il peggio. Per ora, la diplomazia tiene aperto uno spiraglio.