di Giuseppe Gagliano –

La Russia ha avviato la produzione in serie del sistema di guerra elettronica Volga Kupol Garant, progettato per disturbare localmente i terminali Starlink utilizzati dalle forze ucraine e degradarne le comunicazioni in settori specifici del fronte. L’obiettivo non sarebbe spegnere l’intera costellazione satellitare, ma creare zone nelle quali il collegamento diventi instabile o inutilizzabile durante le operazioni militari.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia statale russa TASS e le effettive capacità dell’apparato non sono state verificate in modo indipendente. Il passaggio alla produzione seriale indicherebbe tuttavia che le sperimentazioni condotte sul campo sono state considerate sufficienti per estenderne l’impiego.

Il Volga Kupol Garant non dovrebbe colpire fisicamente i satelliti, ma interferire con le comunicazioni tra i terminali terrestri e la costellazione. Il sistema potrebbe inoltre contribuire all’individuazione delle emissioni generate dalle antenne, consentendo alle forze russe di localizzare posti di comando e centri di comunicazione da colpire successivamente con droni o artiglieria.

Starlink rappresenta una componente importante dell’infrastruttura di comunicazione delle forze ucraine, collegando comandi, artiglieria, droni, ricognizione e reparti sul terreno. Un’interruzione anche temporanea e circoscritta potrebbe rallentare la trasmissione delle coordinate dei bersagli, ostacolare il coordinamento dell’artiglieria e isolare momentaneamente le unità impegnate in combattimento.

L’efficacia del sistema russo dipenderebbe soprattutto dalla sua integrazione con altre capacità militari. Il disturbo elettronico potrebbe essere coordinato con droni da ricognizione, artiglieria, missili e unità d’assalto, creando brevi finestre nelle quali ridurre la capacità ucraina di individuare una minaccia e organizzare la risposta.

Restano tuttavia importanti limiti operativi. Starlink dispone di una rete composta da migliaia di satelliti, può modificare la gestione delle frequenze e ricevere aggiornamenti software. Per produrre interferenze efficaci, inoltre, gli apparati russi potrebbero dover operare relativamente vicino alle aree interessate e con potenze sufficienti a renderli individuabili dai sistemi di ricognizione elettronica ucraini.

La produzione in serie del Volga Kupol Garant non dimostra quindi che Mosca sia riuscita a neutralizzare Starlink. In assenza di informazioni indipendenti sulla portata, sul numero degli apparati disponibili e sui risultati ottenuti sul campo, non è possibile stabilire se il sistema rappresenti una svolta nella guerra elettronica oppure un miglioramento limitato a determinate condizioni operative.

Per Kiev la risposta passa soprattutto dalla diversificazione delle comunicazioni attraverso collegamenti via cavo, ponti radio, reti terrestri distribuite e sistemi alternativi. Anche il crescente impiego di droni controllati tramite fibra ottica riduce la vulnerabilità alle interferenze radio.

Lo sviluppo russo interessa anche la NATO, le cui forze dipendono sempre più da satelliti commerciali e reti digitali. Mosca punta a dimostrare che queste infrastrutture possono essere degradate localmente senza ricorrere alla distruzione dei satelliti. Il Volga Kupol Garant non rappresenterebbe dunque un interruttore capace di spegnere Starlink, ma uno strumento destinato a ridurne temporaneamente il vantaggio operativo nelle aree decisive del campo di battaglia.