Russia. Xi e Putin consolidano l’alleanza nel terzo anniversario della guerra in Ucraina

di Giuseppe Gagliano

Nel terzo anniversario dell’inizio del conflitto su larga scala in Ucraina, il presidente cinese Xi Jinping ha riaffermato il legame strategico tra Pechino e Mosca in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Il dialogo tra i due leader, avvenuto il 24 febbraio, è stato riportato dai media ufficiali cinesi e sottolinea come il rapporto tra i due Paesi rimanga saldo e al riparo da influenze esterne.
La conversazione si inserisce in un contesto geopolitico in rapida evoluzione, con gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, impegnati a ridisegnare la propria strategia verso la guerra in Ucraina. Secondo l’agenzia Reuters, Washington starebbe cercando una via d’uscita rapida dal conflitto, alimentando speculazioni su un possibile tentativo di creare fratture tra Mosca e Pechino per concentrare la sfida sulla competizione con la Cina.
Tuttavia il colloquio tra Xi e Putin ha chiarito che l’intesa tra i due Paesi non è negoziabile. “Le relazioni sino-russe hanno una solida base interna e un valore strategico unico, non mirano contro terzi né sono soggette a pressioni esterne”, ha dichiarato Xi, secondo i media di Pechino. Il leader cinese ha sottolineato che Cina e Russia, oltre a essere “buoni vicini”, condividono una visione a lungo termine su sviluppo e politica estera.
La stretta collaborazione tra i due Paesi non è una novità. Poco prima dell’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, Cina e Russia avevano già annunciato una partnership “senza limiti”, un accordo che ha resistito alle sfide imposte dalla guerra e dalle tensioni globali. Xi e Putin si sono incontrati oltre 40 volte nell’ultimo decennio, e la loro relazione è diventata un pilastro fondamentale nel mutato equilibrio geopolitico.
Dal punto di vista russo, il legame con la Cina è una risorsa indispensabile per attenuare l’isolamento imposto dalle sanzioni occidentali. Mosca, sempre più dipendente dagli acquisti cinesi di petrolio e gas, trova in Pechino un partner che le consente di sostenere la propria economia e di resistere alla pressione degli Stati Uniti e dell’Europa. D’altra parte, anche la Cina vede nella Russia un alleato cruciale nella sua competizione strategica con Washington, come più volte ribadito da Xi nelle sue dichiarazioni.
Secondo Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center, il tempismo della telefonata non è casuale: celebrare l’anniversario dell’invasione sottolinea la continuità dell’intesa sino-russa e la volontà di Pechino di non prendere le distanze da Mosca, nonostante le critiche occidentali.
Nel corso del colloquio, Putin ha aggiornato Xi sugli ultimi sviluppi nei rapporti tra Russia e Stati Uniti, lasciando intendere che siano in corso discussioni dietro le quinte per una possibile soluzione diplomatica del conflitto. Da parte sua, Xi ha ribadito il sostegno della Cina agli sforzi per una riduzione delle tensioni, facendo riferimento al gruppo di Paesi “Amici della Pace” promosso da Pechino.
Ma al di là della retorica, l’Occidente continua a guardare con sospetto il ruolo della Cina nel conflitto. Gli Stati Uniti e i loro alleati accusano Pechino di fornire indirettamente supporto militare a Mosca, attraverso la vendita di materiali a doppio uso e la costante crescita degli scambi commerciali tra i due Paesi. La Cina respinge queste accuse, affermando di rispettare le regole internazionali e di non contribuire in alcun modo all’industria militare russa.
L’incontro tra i due leader segue una serie di contatti ad alto livello tra Mosca e Pechino nei mesi recenti. Il ministro della Difesa cinese, Dong Jun, aveva già garantito al suo omologo russo Sergei Shoigu che la Cina non avrebbe cambiato posizione sulla guerra in Ucraina, nonostante le pressioni di Stati Uniti e Unione Europea.
Parole che confermano ancora una volta come il rapporto sino-russo non sia una semplice alleanza di convenienza, ma un asse strategico costruito per resistere alle sfide dell’ordine internazionale dominato dall’Occidente.