di Alberto Galvi –
Alla 46ma sessione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), tenutasi a Manama, i Paesi membri hanno ribadito il loro sostegno alla sovranità del Marocco sul territorio conteso del Sahara Occidentale. Al termine della sessione è stata accolta con favore la recente approvazione della risoluzione 2797, adottata il 31 ottobre dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che riconosce il piano di autonomia proposto da Rabat come base realistica per risolvere la controversia. La risoluzione ha ricevuto 11 voti favorevoli, mentre Russia, Cina e Pakistan si sono astenuti e un altro Stato ha deciso di non partecipare alla votazione.
Negli ultimi anni la posizione del Marocco sul Sahara Occidentale ha acquisito un chiaro slancio, grazie al crescente sostegno diplomatico e a un contesto internazionale più favorevole. Il territorio è infatti teatro della più lunga disputa africana ancora irrisolta, iniziata nel 1975 con il ritiro della Spagna, allora potenza coloniale. L’adozione della risoluzione 2797 ha conferito ulteriore peso a questo cambiamento, rafforzando la posizione marocchina nel processo politico in corso.
Il Marocco considera da tempo il Sahara Occidentale come parte integrante del proprio territorio, mentre il Fronte Polisario, sostenuto dall’Algeria, aspira a fondare uno Stato indipendente, la Repubblica Araba Saharawi Democratica. Tuttavia, come già avvenuto in altre risoluzioni delle Nazioni Unite, il testo non fa alcun riferimento a un referendum di autodeterminazione che includa, tra le opzioni, anche l’indipendenza.












