di Enrico Oliari

Israele continua a bombardare la Siria meridionale, e questa volta Hamas non c’entra nulla. Per il premier israeliano Benjamin Netanyahu l’obiettivo è quello di “mantenere il sud-ovest del territorio siriano come zona smilitarizzata” e di “non permettere che si crei un secondo Libano”, ma la realtà dei fatti è ben diversa. In barba al decantato diritto internazionale, Netanyahu ha approfittato della richiesta di aiuto dei drusi guidati da Hikmat al-Hijri, che in questi giorni si sono scontrati con l’esercito regolare di Damasco e con i beduini locali, per tenere il piede in Siria e quindi prevenire la rivendicazione del territorio strategico del Golan, siriano ma occupato dagli israeliani fin dal 1967.

Gli scontri tra esercito siriano e ribelli drusi si sono registrati nella regione meridionale di al-Suwayda, al confine con Israele, ma gli aerei di Netanyahu hanno bombardato anche l’area della città di Daraa e obiettivi militari in diverse località, provocando morti e feriti fra la popolazione.

I drusi da sempre vanno e vengono attraverso il confine con Israele e in diversi fanno parte dell’esercito israeliano.