di Giuliano Bifolchi * –
Una massiccia operazione antiterrorismo avvenuta mercoledì 27 maggio 2026 e coordinata dalle autorità di sicurezza spagnole ha portato all’arresto di dieci presunti membri e sostenitori dello Stato Islamico. La notizia, confermata da fonti investigative spagnole e ripresa dai media locali e internazionali, evidenzia la capillarità di una rete attiva in diverse comunità autonome della penisola iberica. I blitz simultanei della Policía Nacional, sotto la direzione della Comisaría General de Información, sono scattati nelle province di Alicante, Málaga, Barcellona, Murcia e Madrid.
L’operazione ha svelato una composizione insolita all’interno delle cellule radicali monitorate in territorio spagnolo. Secondo quanto trapelato dagli ambienti della sicurezza e riportato da alcune fonti locali, tra i fermati figurano diversi cittadini stranieri provenienti principalmente dai paesi dell’Europa dell’Est. Le forze dell’ordine e l’intelligence hanno descritto gli arrestati come islamisti radicali profondamente integrati in un network logistico transnazionale.
Le indagini indicano che la cellula smantellata non si limitava all’attività di propaganda o al reclutamento online, ma operava come una vera e propria struttura di supporto operativo. Tra le attività principali imputate al gruppo figurano il contrabbando e il traffico illegale di armi da fuoco. Gli investigatori ritengono inoltre che i fermati avessero canali di contatto stabili e legami operativi diretti con i miliziani del cosiddetto Stato Islamico Wilayat Khorasan (ISKP), la branca terroristica dello Stato Islamico particolarmente attiva in Afghanistan, Pakistan e nella regione centroasiatica e responsabile di recenti e sanguinosi attacchi su scala globale.
La Spagna mantiene attualmente il livello 4 di allerta antiterrorismo su una scala di 5, che equivale a un rischio elevato di minaccia. Tutti i dieci indagati sono stati messi a disposizione della magistratura presso l’Audiencia Nacional di Madrid, il tribunale competente per i reati di terrorismo, mentre l’inchiesta resta parzialmente secretata per consentire lo sviluppo di ulteriori filoni investigativi volti a individuare eventuali ramificazioni europee della rete criminale.
* Articolo in mediapartnership con SpecialEurasia.











