Sudan. Delegazione in visita, ma non sapevano che vi sarebbe stato il golpe

di Giuseppe Gagliano

Secondo Walla News, che riprende rapporti governativi, una delegazione di funzionari israeliani, che probabilmente includeva membri dell’agenzia di spionaggio del Mossad, ha effettuato una visita segreta in Sudan nei giorni precedenti il colpo di stato del 25 ottobre, ma non ha ricevuto alcuna indicazione di ciò che stava per accadere. L’obiettivo della delegazione israeliana era quello di valutare l’interesse in corso del governo sudanese nello stabilire relazioni bilaterali con lo stato ebraico.
Il rapporto indica che la delegazione israeliana ha tenuto diversi incontri con i principali funzionari del governo sudanese, tra cui Abdel Rahim Hamdan Dagalo, un generale del famigerato gruppo paramilitare Rapid Support Forces (RSF) del Sudan. L’RSF è stato uno dei principali attori del colpo di stato del 25 ottobre, che ha portato all’arresto del primo ministro Abdalla Hamdok e della maggior parte del suo gabinetto. Al posto di Hamdok, i golpisti hanno messo il generale dell’esercito sudanese Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan, che ha proceduto a dichiarare lo stato di emergenza e a sospendere le libertà civili in tutta la nazione.
Secondo il rapporto lo scopo principale della visita segreta della delegazione israeliana era valutare le prospettive di un consolidamento della normalizzazione tra Sudan e Israele, un processo iniziato all’inizio del 2020 sotto la tutela americana. Funzionari anonimi hanno detto a Walla News che alla delegazione israeliana non è stata data alcuna indicazione dai funzionari militari sudanesi che stessero pianificando un colpo di stato, anche se potevano facilmente aspettarselo, dato lo stato instabile della politica sudanese nell’ultimo anno.
Vale la pena sottolineare che, come notato di recente da The Times of Israel,
sebbene “gran parte del mondo occidentale abbia condannato il golpe, Israele è rimasto in silenzio”. Secondo gli osservatori questo è accaduto perché l’esercito sudanese, che ha compiuto il colpo di stato del 25 ottobre, è il principale sostenitore della normalizzazione delle relazioni del Sudan con Israele. D’altra parte il movimento rivoluzionario a guida civile, che ha contribuito a rovesciare il dittatore di lunga data del Sudan Omar al-Bashir nel 2019, è stato critico nei confronti di Israele e ha espresso un forte sostegno ai palestinesi.