Svezia. In un anno cala del 30% il numero dei richiedenti asilo

di Giuseppe De Santis

Per molti anni la Svezia è stata il Paese europeo che ha accolto il numero più elevato di richiedenti asilo. Questa politica ha però generato rilevanti problemi di ordine pubblico, anche a causa del coinvolgimento di una parte dei rifugiati in episodi di criminalità violenta.
Per rispondere alle pressioni dell’opinione pubblica, il governo svedese ha adottato una serie di misure restrittive volte a ridurre il numero dei richiedenti asilo. Gli interventi hanno riguardato non solo l’inasprimento dei criteri di ammissione, ma anche l’introduzione di incentivi economici destinati a favorire il rimpatrio dei rifugiati nei Paesi d’origine.
Tali misure hanno iniziato a produrre risultati concreti: nel periodo compreso tra il 2024 e il 2025 il numero dei richiedenti asilo è diminuito del 30%, un dato senza precedenti nella storia recente della Svezia.
Nel dettaglio, se nel 2018 i rifugiati registrati erano 133.025, nel 2025 il numero è sceso a 79.684. Sempre nel 2025, inoltre, 8.312 immigrati hanno lasciato il Paese.
Per il governo, tuttavia, questi risultati non sono ancora sufficienti. L’esecutivo sta infatti valutando nuovi provvedimenti che prevedono la revoca della cittadinanza svedese per chi commette reati gravi o non aderisce ai valori e allo stile di vita del Paese.
Va infine sottolineato che la Svezia non è l’unica nazione europea ad aver adottato una linea più dura sull’immigrazione: anche in Germania si è registrato un calo significativo sia dei richiedenti asilo sia degli immigrati irregolari.