Taiwan. L’ambasciatore Tsai, ‘con l’Italia crescono interessi e affari’

GD * –

A Roma, capitale delle ambasciate (in riva al Tevere sono oltre 340 quelle accreditate presso il Quirinale, la CSanta Sede e il Polo delle Nazioni Unite), ce n’è una che non si può fregiare del titolo di ambasciata. In adesione alla politica “una sola Cina”, l’Italia, al pari degli altri Paesi dell’Unione Europea, infatti, riconosce esclusivamente la Repubblica Popolare Cinese, quella di Pechino, nella sua integrità e sovranità territoriale quale unica entità statuale della Cina.
Di conseguenza l’Italia non intrattiene con Taiwan relazioni diplomatiche, bensì sviluppa con l’Isola rapporti pragmatici di collaborazione di carattere economico-commerciale e culturale, facilitati dalla presenza di un Ufficio di Rappresentanza di Taipei a Roma e di un Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia a Milano dal 2023; dal 1994 è stata costituita una Delegazione Diplomatica Speciale italiana a Taiwan, denominata “Ufficio Italiano di Promozione Economica, Commerciale e Culturale”. Insomma il rappresentante di Taiwan in Italia, ossia l’ambasciatore, non dispone di targhe diplomatiche per le auto della sua rappresentanza. Anche se è stimato al pari dei suoi colleghi degli altri Paesi ufficialmente accreditati.
Sta di fatto che le relazioni italo-taiwanesi si avvalgono anche del contributo a livello parlamentare attraverso le attività di gruppi di amicizia e lo svolgimento di visite di studio. Per la parte italiana attuale presidente del Gruppo Parlamentare di Amicizia è Lucio Malan (senatore di Fratelli d’Italia); per la parte taiwanese è Wang Ding-yu, presidente della Commissione esteri e difesa del Consiglio legislativo.
Esiste un Foro italo-taiwanese di cooperazione economica, industriale e finanziaria, strumento precipuo di dialogo e di cooperazione economica, industriale e finanziaria che presiede al rafforzamento degli scambi e della collaborazione tra settori produttivi italiani e taiwanesi. Istituito nel 2010 esso è co-presieduto, per la parte italiana, dal ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e per quella taiwanese dal Ministero degli Affari economici. La X sessione del Forum si è svolta a Taipei il 15 dicembre 2022.
Nelle relazioni bilaterali c’è poi da contare la presenza italiana a Taiwan. All’epilogo della guerra civile cinese (1949) i rapporti ufficiosi tra Italia e Taiwan furono alimentati da personalità legate al Partito Nazionalista, quali Alberto De Stefani, già ministro delle Finanze del Regno d’Italia e Alto consulente del Governo Nazionale Cinese nel 1937. Negli anni ‘50 le corrispondenze giornalistiche di firme di spicco, quali Luigi Barzini jr. e Ettore Della Giovanna, destarono interesse negli ambienti parlamentari italiani. Una prima delegazione parlamentare della Democrazia Cristiana si recò a Formosa nell’ottobre del 1956. Di tale delegazione faceva parte anche Elettra Marconi, figlia dello scienziato italiano. Ragioni di opportunità politica, esiguità dell’interscambio e della presenza di connazionali, fecero sì che l’Italia si astenesse dall’aprire Uffici a Taiwan pur disconoscendo ancora al contempo la Repubblica Popolare Cinese che era stata proclamata a Pechino il primo ottobre 1949. L’osservazione sulla realtà taiwanese fu affidata soprattutto al Consolato d’Italia a Hong Kong e poi a partire dal 1968 all’Ambasciata d’Italia a Manila.
Benché l’Italia avesse riconosciuto la Repubblica Popolare Cinese il 25 novembre 1970 quale unica detentrice della sovranità sulla Cina, un rafforzamento dei legami commerciali con Taiwan si manifestò già a partire dagli anni ‘70, grazie anche alla forte crescita economica taiwanese concretizzandosi anche in partecipazioni di aziende italiane alla costruzione di infrastrutture idroelettriche. Di rilievo nella promozione di relazioni ufficiose fu nel 1979 una missione parlamentare guidata dall’on. Bruno Stegagnini (DC). Nel 1980 fu fondata un’Associazione per l’Amicizia e le Relazioni Culturali, inizialmente presieduta dallo stesso Stegagnini e attiva fino al 1992. In tale Associazione svolse la sua attività anche il Camillo Zuccoli (1957-2019), per un quarantennio dinamico e appassionato animatore di rapporti tra l’Italia e Taiwan.
In un contesto di forte rafforzamento delle relazioni commerciali bilaterali, nel 1989 l’allora Istituto del Commercio Estero ICE promosse l’apertura di un ufficio a Taipei, denominato “Italian Trade Promotion Office” ITPO. Nell’aprile del 1991 l’allora ministro dei Lavori Pubblici Giovanni Prandini si recò a Taiwan per la prima e unica visita di un ministro italiano nell’isola.
Nel 1992 venne costituito il Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-ROC la cui attività contribuì alla decisione del governo nel 1994 di inviare un rappresentante a Taiwan e di istituire nel 1995 l’Ufficio Italiano di Promozione Economica, Commerciale e Culturale.
E poi c’è la collettività italiana nell’isola. A Taiwan risiedono circa 800 connazionali. Una collettività italiana che risulta in crescita e comprende religiosi, operatori commerciali, studenti. Dal 14 maggio 2025 è attiva la Camera di Commercio Italiana a Taipei ICCT, un importante passo per rafforzare i rapporti economici e commerciali tra Italia e Taiwan. Connazionali residenti alimentano il sito www.viviamotaiwan.com e un gruppo Facebook (fonte ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale).
E ora? Ne abbiamo parlato con l’attuale rappresentante di Taipei a Roma, l’ambasciatore Vincent Y. C. Tsai, in Italia dal gennaio 2023, con un intenso curriculum al ministero degli Esteri del suo Paese ed una competenza specifica, anche accademica, nel commercio internazionale.
Una delle voci che per prima l’amb. Tsai ha esposto riguarda gli investimenti del suo Paese in Italia: “si tratta di investimenti taiwanesi in Italia per 1,7 miliardi di dollari USA. Cui si aggiungono 6 miliardi di commerci verso l’Italia, I settori più coinvolti sono quelli dei semiconduttori, macchinari, energie verdi, veicoli elettrici e si cominciano a delineare anche i sistemi di Intelligenza Artificiale. Taiwan è presente soprattutto nel Nord Italia”. Ma, ha assicurato l’ambasciatore Tsai, “il nostro auspicio è di essere ben presenti anche nel sud Italia con i semiconduttori a Roma, Catania e Palermo”. Non solo, ma si punta anche ad insediamenti finalizzati alle Smart City, ai trasporti, infrastrutture ed agricoltura, in cui l’isola ha maturato specifiche esperienze.
Una presenza che, un passo alla volta, sta crescendo. Il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena ha da poco inaugurato il “Taiwan Studies Centre”, che seguirà e studierà le relazioni bilaterali. E a Novara è appena nata la più avanzata fabbrica europea completamente integrata per la produzione di wafer in silicio da 300mm. La GlobalWafers Ltd. ha infatti annunciato l’apertura ufficiale di FAB300, situata nello stabilimento di MEMC Electronic Materials SpA a Novara. Nel milanese sono in vista interventi per il manifatturiero e il tessile. Taiwan è ben piazzata per i macchinari e l‘industria avanzata.

* Articolo in mediapartnership con Giornale Diplomatico.