Tecnologia cinese in Romania: gli Usa attuano le contromisure

di Giuseppe Gagliano

La Romania costituisce uno spazio geopolitico interessante per il confronto USA-Cina perché ospita una base militare americana e uno scudo anti-balistico americano, nonché un hub regionale Huawei e potenziali investimenti cinesi in una delle centrali nucleari più importanti del Centro e dell’Est Europa, cioè quella di Cernavodă.
A maggio, dopo quasi quattro anni di negoziati, la Romania e la Cina hanno raggiunto un accordo per i reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavodă, un investimento stimato in quasi 8 miliardi di dollari. Cernavodă, l’unica centrale nucleare della Romania, fu progettata durante il dominio comunista di Nicolae Ceaușescu. Attualmente gestisce solo due reattori, che hanno iniziato a funzionare nel 1996 e nel 2007, ma forniscono circa il 20 percento dell’energia della Romania. Il governo rumeno ha tentato di completare la costruzione dei reattori 3 e 4 per oltre un decennio, ma è stata una corsa accidentata. Nel 2009, Nuclearelectrica, la società rumena controllata dal governo che gestisce Cernavodă, ha costituito una joint venture con RWE, GDF Suez, ENEL, CEZ, ArcelorMittal e Iberdrola. Meno di tre anni dopo, tutte le società straniere si erano ritirate dal progetto e la Romania era rimasta a cercare altri partner alternativi fino a quando la Cina non si è presentata come partner. Infatti nel 2013 il governo del socialdemocratico Victor Ponta ha firmato una lettera di intenti con la China General Nuclear Power Group (CGN). Un anno dopo la CGN ha vinto la gara pubblica organizzata dal governo, come unico partecipante. Se questo sembra un favore fatto alla compagnia cinese, la realtà è che la Cina era l’unico paese interessato a investire nella centrale nucleare rumena. Mentre l’investimento era troppo rischioso per le società occidentali, per la Cina faceva parte di un processo a lungo termine di esportazione della sua tecnologia nucleare. Anche se Cernavodă non utilizzerà la tecnologia nucleare cinese (i reattori saranno costruiti utilizzando CANDU 6, una tecnologia canadese), il progetto potrebbe fornire alla Cina una pubblicità positiva in Europa.
La tecnologia nucleare cinese, insieme alla sua tecnologia 5G e alla sua tecnologia ferroviaria ad alta velocità, costituisce uno strumento di proiezione di potenza . L’energia nucleare è stata sostenuta dal presidente cinese Xi Jinping come uno strumento importante nella lotta contro il riscaldamento globale e l’inquinamento.
Come si evince dal documento strategico Made in China 2025 investire in centrali nucleari d’oltremare, specialmente in occidente, è una priorità per la Cina. A causa della scarsa reputazione della Cina nel campo tecnologico, lo stato cinese sta facendo piccoli passi per raggiungere il suo obiettivo, come gli investimenti nella centrale nucleare di Hinkley Point C nel Regno Unito, nella centrale nucleare di Cernavodă in Romania e forse in quella di Atucha III in Argentina.
Naturalmente gli USA non sono stati a guardare ma hanno rapidamente reagito alla offensiva cinese. Durante la visita del presidente rumeno Klaus Iohannis a Washington, nell’Agosto 2019, l’ambasciatore rumeno negli Stati Uniti ha firmato, insieme alla sua controparte americana, un memorandum d’intesa sulla tecnologia 5G. Senza menzionare esplicitamente Huawei, la Romania ha accettato di limitare l’accesso di qualsiasi fornitore straniero 5G . Anche se il precedente governo socialdemocratico (per il quale Klaus Iohannis era un avversario politico) aveva annunciato quattro mesi fa che Huawei sarebbe stata autorizzata a partecipare alla costruzione della rete 5G la caduta del governo ha complicato le cose.
A causa dello scontro tra Stati Uniti e Cina, Huawei non ha molti alleati. Perfino Victor Ponta, l’ex primo ministro che ha sostenuto legami più stretti con la Cina e facilitato gli investimenti cinesi in Romania, ha affermato che se la Romania dovesse scegliere, dovrebbe schierarsi dalla parte degli Stati Uniti e dell’Ue.
Non a caso durante la visita a Washington Iohannis ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump della cooperazione USA-Romania nell’industria nucleare civile. In uno dei suoi ultimi atti come primo ministro, Viorica Dăncilă, leader del Partito socialdemocratico, ha firmato un protocollo d’intesa con il segretario della energia statunitense Rick Perry in merito alla cooperazione nucleare civile. Dato che Dancilă era noto come un sostenitore di legami più stretti con la Cina, il memorandum sulla cooperazione nucleare fu una sorpresa, poiché alcuni lo videro come un tentativo di sabotare gli investimenti della CGN aprendo le porte a una società americana.Insomma con i reattori di costruzione CGN 3 e 4, le offerte americane e cinesi sembrano completarsi a vicenda.
Tuttavia la penetrazione cinese in Romania non è solo ostacolata dagli Usa, bensì anche dal Partito liberale nazionale rumeno. Infatti a maggio i funzionari del partito hanno messo in evidenza che si potrebbe incorrere in diversi rischi: la trappola del debito,la affidabilità del know-how cinese ma soprattutto il rischio di spionaggio dal momento che la compagnia cinese CGN è stato accusata nel 2016 di spionaggio negli Stati Uniti trovandosi dunque nella stessa situazione di Huawei.
I casi di Huawei e CGN in Romania, entrambi intrappolati nell’attuale situazione di stallo tra Stati Uniti e Cina, sono rilevanti per l’intera regione. Dopo aver firmato un protocollo d’intesa con la Romania relativo alla tecnologia 5G, gli Stati Uniti hanno fatto seguire due settimane dopo un protocollo d’intesa simile (o addirittura identico) con la Polonia.
Ancora una volta la Romania si trova intrappolata tra imperi in guerra. Resta da vedere quanta influenza politico-economica saranno in grado gli USA di esercitare sulla Romania per allontanarla dalla sfera di influenza cinese.