di Guido Keller –
Resta incerta la partecipazione dell’Iran a un secondo ciclo di negoziati con gli Stati Uniti, inizialmente previsto a Islamabad, in Pakistan, a partire da questa sera. Da Teheran, infatti, non è ancora arrivata una conferma ufficiale, mentre fonti interne parlano di una valutazione ancora in corso.
Secondo quanto riferito da un alto funzionario iraniano all’agenzia Reuters, il governo starebbe “valutando positivamente” l’ipotesi di prendere parte ai colloqui, pur senza aver ancora assunto una decisione definitiva. Una cautela che riflette il clima di forte tensione tra i due Paesi, aggravato da recenti sviluppi sul piano militare.
Dal fronte statunitense, l’ex presidente Donald Trump ha espresso fiducia sull’avvio delle trattative, dichiarando che “I colloqui dovrebbero tenersi. Quindi presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti. Stanno arrivando proprio ora. Saranno lì stasera, ora di Islamabad”. Trump ha inoltre ribadito la propria disponibilità a un incontro diretto con la leadership iraniana: “Non ho alcun problema a incontrarli”.
Nel frattempo la situazione nel Golfo di Oman ha contribuito ad aumentare la tensione. Tra domenica e lunedì la marina statunitense ha intercettato e sequestrato una nave portacontainer iraniana, la Touska, accusata di violare il blocco navale imposto da Washington una settimana fa. L’operazione è avvenuta a est dello stretto di Hormuz, dove il cacciatorpediniere Spruance ha intimato per circa sei ore all’imbarcazione di invertire la rotta.
Di fronte al mancato rispetto degli ordini, le forze statunitensi hanno aperto il fuoco, colpendo la sala macchine della nave dopo aver ordinato all’equipaggio di allontanarsi dall’area. Successivamente, i marines sono saliti a bordo calandosi da elicotteri. Secondo quanto diffuso dal Comando centrale delle forze armate statunitensi in Medio Oriente, non si sarebbe registrata alcuna reazione armata da parte iraniana né episodi di resistenza.
La Touska era diretta verso Bandar Abbas, porto iraniano sul Golfo, ed era già nota alle autorità statunitensi per precedenti sanzioni legate a sospetti traffici commerciali illeciti. L’episodio, documentato in un video diffuso dal CENTCOM, ha ulteriormente complicato una fase già delicata, rischiando di compromettere i tentativi di riavvicinamento diplomatico.
In questo contesto, la possibile apertura di un nuovo canale di dialogo tra Stati Uniti e Iran resta appesa a un filo, tra segnali di disponibilità e nuove tensioni sul terreno.












