
di Daniela Binello –
Il blocco delle conversazioni dirette tra Washington e Mosca, iniziato nel febbraio 2022 quando la Russia attaccò l’Ucraina, è sul punto di finire. Lo scorso 9 gennaio il presidente eletto Donald Trump ha detto “Putin vuole incontrarci”.
Anche Mike Waltz, il consigliere per la sicurezza nazionale americana scelto da Trump, ha affermato che si sta valutando un possibile incontro di Trump con il presidente russo Vladimir Putin. “I preparativi sono in corso”, ha detto in un’intervista con ABC News.
Si tratterà di colloqui telefonici o di persona? “Non abbiamo ancora definito il quadro esatto per questo”, aggiunge Waltz nella stessa intervista quando gli vengono chiesti chiarimenti sul cosiddetto formato dell’evento. “Ci stiamo lavorando, ma mi aspetto una chiamata almeno nei prossimi giorni. Quindi sarebbe un passo avanti e partiremo da lì”, conclude.
Il 10 gennaio la Tass ha battuto un lancio in cui secondo il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, il presidente russo è pronto a incontrare il nuovo leader degli Stati Uniti, Donald Trump, senza alcuna precondizione perché “è necessario per porre fine al conflitto ucraino”. La precisazione sembra esprimere quindi una volontà politica.
Ci sarebbero dei paesi pronti a ospitare l’incontro: ad esempio Svizzera e Serbia, ma Trump e i suoi collaboratori sono ancora molto cauti sulla questione e non è nemmeno ancora dato sapere se le possibili future conversazioni saranno limitate alla guerra in Ucraina o includeranno anche altri temi, come le relazioni conflittuali tra Washington e Mosca, da riferirsi in particolare al fermento della corsa per gli armamenti nucleari, al futuro della presenza russa in Siria e all’accelerazione della guerra ombra con l’occidente.
Si intende per guerra ombra della Russia quella al di fuori del territorio ucraino. Sul Wall Street Journal, nell’estate del 2024, era trapelata una notizia riguardante spedizioni di pacchi incendiari, giunti in alcuni paesi tramite il trasporto su aerei cargo, che i funzionari dell’intelligence statunitense ritenevano fossero una delle strategie russe per espandere operazioni ostili negli Stati Uniti e in Canada.
A tal riguardo troviamo dei particolari pubblicati il 13 gennaio 2025 dal New York Times in un servizio firmato dal corrispondente da Washington, David E. Sanger, anche saggista ed esperto di sfide alla sicurezza nazionale americana.
Per i primi due anni di guerra, spiega Sanger, la Russia sembrava determinata a mantenere il conflitto entro i confini dell’Ucraina. I suoi missili non si erano mai abbattuti sul territorio della NATO. Ci fu un solo evento in cui sembrava che un missile russo potesse avere attraversato il confine con la Polonia, uccidendo due contadini. Tuttavia, con sollievo di Biden e di Washington, si disse che si era trattato di un falso allarme: la traiettoria sbagliata del missile era partita dagli ucraini.
Qualcosa cambia nel 2024. Casi di sabotaggio e di sospetti sabotaggi sono comparsi un po’ ovunque: incendi difficili da spiegare nei magazzini di deposito merci, in sedi di aziende collegate a volte con gli armamenti destinati all’Ucraina; spoofing GPS (ovvero attacchi informatici con false identità) che hanno paralizzato i sistemi di navigazione di navi e aerei in tutta Europa; tagli dei cavi sottomarini in fibra ottica attribuiti alle ancore della flotta ombra di chiatte russe.
Inoltre la Cnn nel luglio del 2024 riferisce che la Russia aveva pianificato di uccidere Armin Papperger, l’amministratore delegato della tedesca Rheinmetall, leader mondiale nella fabbricazione di proiettili di grande calibro e tecnologia militare (sistemi di cui l’Ucraina ha bisogno). Il complotto risalirebbe all’inizio dell’anno scorso e secondo l’emittente americana fu sventato dai servizi segreti tedeschi allertati dall’intelligence Usa.
Ma quando un ordigno ha innescato un incendio in un deposito merci della DHL a Lipsia, sempre nell’estate del 2024, è scattata immediatamente un’indagine. Thomas Haldenwang, capo dell’Agenzia di intelligence interna tedesca, dichiarò in quell’occasione al parlamento tedesco che il paese aveva a malapena evitato un incidente aereo, senza fornire altri dettagli. Si sa soltanto che il pacco era stato timbrato in Lituania, così come un altro pacco esploso a Birmingham e un terzo andato a fuoco presso un corriere polacco.
Ad agosto la CIA e altri conclusero che gli ordigni incendiari facevano in realtà parte di un test sul campo del GRU. (uno degli organismi di intelligence militare russa), che cercava di capire quale percorso seguissero i pacchi nel loro viaggio attraverso l’Europa, a partire da Vilnius, in Lituania, dove i russi mantengono una presenza di intelligence significativa.
I funzionari statunitensi furono molto attenti a non dire che l’intento dell’operazione era quello di abbattere un aereo. In effetti i dispositivi sembravano essere progettati per esplodere a terra, ma il rischio di un incidente in volo poteva comunque essere alto. Gli incidenti rivelarono tuttavia un problema più grande: mentre la guerra avanzava verso il suo terzo anniversario, i rischi si stavano riversando in altre aree geografiche e potevano assumere nuove dimensioni.
Se le cose stanno così, l’incontro Trump-Putin oltre a rappresentare il mantenimento di una promessa da campagna presidenziale (quella di Trump) assume un valore che si potrebbe dire incommensurabile.











