
di Bessem Ben Dhaou –
SFAX. Dati economici ufficiali mostrano il persistere delle pressioni sulla bilancia commerciale tunisina a causa dell’aumento delle importazioni energetiche, a fronte di un netto miglioramento della bilancia alimentare sostenuto dalla crescita delle esportazioni agricole, in particolare di olio d’oliva e datteri.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di Statistica, il deficit commerciale della Tunisia ha raggiunto circa 7,5 miliardi di dinari nei primi quattro mesi del 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a causa dell’aumento dei costi delle importazioni di prodotti energetici, materie prime e attrezzature industriali.
Il rapporto evidenzia che il settore energetico continua a rappresentare il principale fattore di aggravamento del deficit commerciale.
Il deficit della bilancia energetica ha infatti superato i 4,1 miliardi di dinari entro la fine di aprile 2026, in seguito alla crescente domanda interna di carburanti e alla continua dipendenza del Paese dalle importazioni per soddisfare il fabbisogno di petrolio e gas, nel contesto delle fluttuazioni dei prezzi energetici sui mercati internazionali.
Parallelamente, la bilancia commerciale alimentare ha registrato un surplus pari a 963,5 milioni di dinari, contribuendo parzialmente a contenere l’ampliamento del deficit commerciale complessivo, secondo gli stessi dati ufficiali. Tale risultato è attribuito principalmente all’aumento delle esportazioni di olio d’oliva, datteri e altri prodotti agricoli, oltre a un relativo miglioramento del tasso di copertura delle importazioni alimentari tramite le esportazioni.
L’Osservatorio nazionale dell’Agricoltura aveva già annunciato nel mese di aprile che il surplus della bilancia alimentare aveva raggiunto 798,3 milioni di dinari nel primo trimestre del 2026, sostenuto da un incremento delle esportazioni di olio d’oliva superiore al 38% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante le importazioni di cereali siano rimaste a livelli relativamente elevati.
Secondo gli esperti, l’economia tunisina si trova di fronte a un evidente paradosso: da un lato il miglioramento delle performance del settore agricolo e alimentare, dall’altro la persistente fragilità del comparto energetico, aggravata dal calo della produzione nazionale di petrolio e gas e dall’aumento dei costi di approvvigionamento.
La Tunisia dipende sempre più dalle importazioni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, mentre le autorità puntano sulle esportazioni agricole, in particolare sull’olio d’oliva, per sostenere le riserve in valuta estera e ridurre le pressioni sulla bilancia commerciale.
Questi sviluppi si verificano mentre il governo tunisino cerca di contenere le pressioni finanziarie e inflazionistiche e di migliorare gli indicatori di crescita, in un contesto internazionale segnato dall’aumento dei costi dell’energia e dei finanziamenti.










