
di Bessem Ben Dhaou –
SFAX (Tunisia). Le piogge eccezionali che colpiscono la Tunisia da lunedì hanno causato la morte di almeno quattro persone, dando origine alle più gravi inondazioni registrate nel Paese da oltre settant’anni, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Meteorologia e delle principali agenzie di stampa internazionali.
Diverse regioni, in particolare il governatorato di Monastir, aree di Nabeul e la Grande Tunisi, hanno registrato precipitazioni senza precedenti che hanno superato i 240 millimetri in alcune zone nell’arco di 24–48 ore, provocando violente inondazioni e torrenti che hanno sommerso strade, abitazioni e veicoli.
Secondo i rapporti della Protezione Civile, quattro persone hanno perso la vita nella città di Moknine, nel governatorato di Monastir, mentre le squadre di soccorso hanno effettuato oltre 100 interventi per evacuare e assistere i residenti nelle aree colpite.
Le inondazioni hanno inoltre causato la paralisi dei trasporti, la chiusura delle principali arterie stradali e l’interruzione di alcuni servizi pubblici in diversi governatorati dichiarati in stato di allerta meteorologica rossa, il livello massimo di allarme nel sistema nazionale di monitoraggio del tempo.
Le autorità tunisine hanno annunciato la sospensione delle lezioni in 15 governatorati e il rinvio delle udienze giudiziarie nella capitale, nel tentativo di ridurre i rischi legati agli spostamenti in condizioni meteorologiche estreme.
Il presidente Kais Saied ha inoltre ordinato la mobilitazione dell’esercito a sostegno delle operazioni di soccorso e assistenza, in coordinamento con la Protezione Civile, mentre continuano gli avvisi ufficiali che segnalano la possibilità di ulteriori piogge e colate di fango.
L’Istituto Nazionale di Meteorologia ha spiegato che i quantitativi di pioggia registrati non si verificavano dal 1950 in alcune aree, attribuendo queste precipitazioni eccezionali a forti perturbazioni atmosferiche legate a un vasto sistema di bassa pressione sul Mediterraneo occidentale, che ha favorito l’afflusso di masse d’aria altamente umide sul Paese.
Gli analisti collegano questo evento alle crescenti alterazioni climatiche che interessano la regione, dove l’aumento della variabilità meteorologica provoca piogge intense e improvvise dopo lunghi periodi di siccità, accrescendo il rischio di inondazioni sia nelle aree urbane che rurali.
Secondo gli esperti, la Tunisia soffre inoltre di infrastrutture carenti nei sistemi di drenaggio e nelle reti fognarie, un fattore che amplifica l’impatto delle piogge torrenziali nei centri abitati.
L’insieme di questi elementi contribuisce a intensificare le crisi naturali e a complicare le operazioni di risposta durante eventi meteorologici estremi.
Gli specialisti sottolineano infine la necessità di rafforzare le infrastrutture di adattamento climatico, investire in progetti di prevenzione delle inondazioni e adottare politiche integrate di resilienza climatica nel lungo periodo.











