Tunisia. Prosegue il programma di rimpatrio volontario a mentre aumentano le sfide della migrazione nel Nord Africa

di Bessem Ben Dhaou

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TUNISI. Nell’ambito degli sforzi volti a gestire il fenomeno della migrazione irregolare, 127 migranti irregolari di nazionalità guineana sono rientrati dalla Tunisia nella capitale della Guinea, Conakry, nell’ambito del programma di Rimpatrio Volontario Assistito (AVR) attuato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) in coordinamento con le autorità tunisine e guineane. L’operazione rientra in una serie di voli organizzati regolarmente con l’obiettivo di consentire ai migranti che desiderano tornare nel proprio Paese d’origine di farlo in modo sicuro e dignitoso, garantendo assistenza medica e logistica, nonché un primo sostegno per il reinserimento.
Questo rimpatrio avviene in un contesto in cui la Tunisia continua a far fronte alle pressioni legate ai flussi di migrazione irregolare provenienti principalmente dai Paesi dell’Africa subsahariana. Negli ultimi anni il Paese è infatti diventato uno dei principali punti di transito verso le coste europee, prima che il rafforzamento delle misure di sicurezza determinasse una diminuzione dei tentativi di attraversamento via mare e un aumento del numero di migranti bloccati sul territorio tunisino.
Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, i programmi di rimpatrio volontario non riguardano soltanto i cittadini guineani, ma coinvolgono anche migranti provenienti da numerosi altri Paesi africani, tra cui Costa d’Avorio, Mali, Senegal, Gambia, Sierra Leone, Camerun, Benin, Burkina Faso, Ciad e Niger. A tal fine vengono organizzati voli periodici sulla base della volontà dei migranti e dopo il completamento delle necessarie procedure amministrative e sanitarie. L’OIM fornisce inoltre ai beneficiari documenti di viaggio, copertura delle spese di trasporto e programmi destinati a favorire il reinserimento economico e sociale nei rispettivi Paesi d’origine.
I dati più recenti indicano che il programma di rimpatrio volontario ha registrato una significativa espansione nel corso degli ultimi due anni. Dal 2024 l’OIM ha assistito circa 11.000 migranti nel loro ritorno dalla Tunisia, mentre le autorità tunisine hanno successivamente annunciato che nel corso del 2025 i rimpatri volontari hanno riguardato circa 10.000 migranti, rispetto ai circa 7.200 registrati nel 2024. Tali cifre testimoniano l’intensificazione delle operazioni di rimpatrio volontario realizzate in collaborazione con l’OIM e con i Paesi di origine interessati.
Secondo numerosi osservatori, queste operazioni riflettono il tentativo di conciliare le esigenze umanitarie con quelle della gestione delle frontiere. Al tempo stesso, diverse organizzazioni internazionali per i diritti umani sottolineano la necessità di garantire che il rimpatrio sia pienamente volontario e che i rimpatriati ricevano un sostegno concreto per il reinserimento nelle proprie comunità, soprattutto alla luce delle difficili condizioni economiche che hanno spinto molti di loro a migrare. Rapporti internazionali evidenziano inoltre che una parte dei rimpatriati continua ad affrontare difficoltà economiche e sociali una volta rientrata nel Paese d’origine, rendendo i programmi di reintegrazione un elemento fondamentale per il successo e la sostenibilità del processo di rimpatrio.
Le autorità tunisine ribadiscono che la politica del Paese si fonda sulla lotta contro le reti di traffico di migranti e di tratta di esseri umani, proseguendo al contempo la cooperazione con i partner internazionali per l’organizzazione dei programmi di rimpatrio umanitario volontario. La Tunisia continua infatti a rappresentare uno dei principali punti di transito sulla sponda meridionale del Mediterraneo, nonostante il significativo calo dei tentativi di migrazione irregolare verso l’Europa registrato nel periodo più recente.