di Giuseppe Gagliano –
La Fondazione turca per la gioventù Tügva, organizzazione vicina alla famiglia del presidente Recep Tayyip Erdoğan, avrebbe ricevuto dal 2020 circa 700mila euro dall’Unione Europea attraverso Erasmus Plus per sedici progetti, oltre a finanziamenti per quattro iniziative del Corpo europeo di solidarietà. Una circostanza che solleva interrogativi sul sostegno europeo a una rete di associazioni utilizzate da Ankara anche per la formazione politica, religiosa e culturale delle nuove generazioni.
Fondata nel 2014, la Tügva organizza corsi coranici, attività educative, sportive e culturali e programmi dedicati alla vita di Maometto e all’educazione morale. Secondo i responsabili dell’organizzazione, oltre 700mila studenti avrebbero partecipato quest’anno alle iniziative estive. A supervisionare la fondazione è Bilal Erdoğan, figlio del presidente turco.
La Tügva rappresenta tuttavia soltanto una componente di una rete più ampia di fondazioni e associazioni, tra cui Türgev, Seta, IHH, Önder, Kadem, Ensar e Nur, impegnate nell’istruzione, nell’assistenza sociale, nella ricerca e nelle attività religiose. Molte sono vicine all’Akp o ad ambienti conservatori e alcune partecipano a programmi internazionali sostenuti finanziariamente dall’Europa.
In Turchia queste organizzazioni gestiscono scuole, residenze studentesche, campi estivi e centinaia di sedi territoriali. La sola Tügva dispone di oltre quattrocento strutture locali. Secondo documenti divulgati dal giornalista investigativo Metin Cihan, le reti legate alle fondazioni avrebbero inoltre acquisito un ruolo nell’accesso ad alcuni settori dell’amministrazione pubblica, compresi difesa, istruzione e giustizia.
Il sistema presenta anche una forte componente familiare. Bilal Erdoğan è coinvolto nella Tügva e nella Fondazione per la diffusione della conoscenza. Esra Albayrak, figlia maggiore del presidente e moglie dell’ex ministro Berat Albayrak, ricopre incarichi in diverse organizzazioni educative e caritative. Sümeyye Erdoğan Bayraktar, altra figlia del presidente, guida invece Kadem, associazione impegnata sui temi della donna e della democrazia secondo un orientamento conservatore.
Le fondazioni costituiscono così uno degli strumenti attraverso cui il sistema politico costruito attorno a Erdoğan combina assistenza sociale, istruzione, formazione delle nuove classi dirigenti e proiezione internazionale. La loro attività contribuisce anche alla diffusione di una cultura nazionale e religiosa alternativa alla tradizione laica e kemalista della Repubblica turca.
La questione dei finanziamenti europei assume quindi un significato soprattutto politico. I circa 700mila euro destinati alla Tügva rappresentano una cifra limitata rispetto al bilancio dell’Ue, ma evidenziano il rischio che programmi valutati prevalentemente sulla base di requisiti amministrativi e obiettivi formativi possano sostenere indirettamente organizzazioni inserite in una più ampia strategia politica.
La rete delle fondazioni rappresenta inoltre uno strumento della proiezione internazionale di Ankara. La Turchia estende infatti la propria influenza non soltanto attraverso le Forze armate, l’industria della difesa e la diplomazia, ma anche tramite scuole, associazioni religiose, studenti, organizzazioni imprenditoriali e strutture assistenziali.
Nei Balcani, in Africa, nel Caucaso e nelle comunità turche dell’Europa occidentale queste organizzazioni contribuiscono a consolidare legami culturali, economici e politici con Ankara. L’eredità ottomana fornisce parte della narrazione identitaria, mentre istruzione, assistenza e cooperazione rafforzano relazioni destinate a durare nel tempo.
L’Ue continua così a confrontarsi con una Turchia che è contemporaneamente alleato nella Nato, candidato all’adesione, interlocutore fondamentale nella gestione dei flussi migratori e concorrente strategico in diverse aree. Ankara sfrutta questa complessa relazione anche attraverso una rete di organizzazioni civili capace di accedere a risorse europee e, nello stesso tempo, di contribuire alla strategia di influenza politica e culturale del governo Erdoğan.



