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Momenti di tensione nella giornata di oggi nei pressi del consolato israeliano a Istanbul, dove si è verificata una sparatoria che ha coinvolto uomini armati e le forze di polizia turche.
Secondo quanto dichiarato dal governatore della città, Davut Gül, tre individui armati di fucili e pistole hanno aperto il fuoco, ingaggiando uno scontro diretto con gli agenti presenti nella zona. Le prime ricostruzioni diffuse nell’immediatezza parlavano di tre persone uccise sul posto, ma il bilancio è stato successivamente aggiornato: uno degli aggressori è morto, mentre gli altri due sono rimasti feriti. Anche due agenti di polizia hanno riportato ferite durante l’operazione.
Le autorità turche hanno già identificato i responsabili. Il ministro degli Interni, Mustafa Çiftci, ha reso noto attraverso un messaggio pubblicato sulla piattaforma X che uno degli attentatori avrebbe legami con “un’organizzazione che sfrutta la religione”, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sull’affiliazione. È emerso inoltre che due dei tre aggressori erano fratelli e che uno di loro aveva precedenti penali per reati legati alla droga.
Resta ancora incerta la reale matrice dell’attacco e, soprattutto, se il consolato israeliano fosse il bersaglio designato. A tal proposito, il governatore Gül ha sottolineato che non è presente personale diplomatico israeliano nella sede consolare di Istanbul da circa due anni e mezzo, un elemento che potrebbe influire sull’interpretazione dell’episodio.
Le indagini sono in corso per chiarire movente e dinamica dell’accaduto, mentre l’area è stata messa in sicurezza dalle forze dell’ordine. L’episodio riaccende l’attenzione sui livelli di sicurezza nelle principali città turche e sulle possibili minacce legate a gruppi estremisti.












