di Giuseppe Gagliano –
La Turchia compie un passo decisivo nello sviluppo del caccia di quinta generazione KAAN. Gli Stati Uniti hanno infatti autorizzato l’esportazione dei motori General Electric F110-GE-129, eliminando il principale ostacolo all’avvio della produzione iniziale del velivolo, considerato il progetto più ambizioso dell’industria aeronautica turca dopo l’esclusione di Ankara dal programma F-35.
L’annuncio è stato confermato dal direttore generale delle Industrie Aerospaziali Turche, Mehmet Demiroğlu, nel corso del salone aeronautico internazionale di Farnborough. La decisione segue la notifica inviata dal Dipartimento di Stato americano al Congresso lo scorso 24 giugno, relativa a una vendita superiore ai 700 milioni di dollari comprendente diverse decine di propulsori F110-GE-129.
L’autorizzazione consente al programma KAAN di entrare nella fase produttiva, ma evidenzia anche come il progetto continui a dipendere da una tecnologia chiave statunitense. Nonostante Ankara presenti il velivolo come un caccia nazionale, il motore resta un elemento essenziale controllato dagli Stati Uniti, che mantengono così un’importante leva industriale e politica sul futuro del programma.
Parallelamente la Turchia prosegue lo sviluppo di un propulsore nazionale, ma la realizzazione di un motore destinato a un aereo di quinta generazione richiede competenze tecnologiche e capacità industriali oggi possedute soltanto da un numero ristretto di Paesi. Fino al completamento di questo programma, Ankara continuerà a dipendere dalle autorizzazioni di Washington.
Per gli Stati Uniti la decisione risponde anche a una precisa logica strategica. Mantenere la Turchia all’interno della filiera industriale occidentale consente di evitare un ulteriore avvicinamento di Ankara a fornitori alternativi come Russia o Cina, sostenendo al tempo stesso l’industria americana e conservando la possibilità di influenzare tempi, quantità ed eventuali esportazioni del nuovo caccia.
L’avvio della produzione rappresenta inoltre un’opportunità per l’intero comparto aerospaziale turco. Il programma coinvolge numerose aziende nazionali attive nei settori dell’elettronica, dei materiali avanzati, dell’armamento e della ricerca, favorendo lo sviluppo di competenze strategiche e riducendo progressivamente la dipendenza dalle importazioni.
Dal punto di vista operativo il KAAN è destinato a sostituire gradualmente gli F-16 più anziani dell’Aeronautica turca, garantendo ad Ankara una capacità avanzata anche in assenza degli F-35. Le prime versioni difficilmente raggiungeranno immediatamente il livello tecnologico dei più moderni velivoli occidentali, ma offriranno alla Turchia una piattaforma sulla quale integrare armamenti e sistemi sviluppati autonomamente.
Il programma avrà ripercussioni anche sugli equilibri regionali. Un KAAN prodotto in quantità significative rafforzerebbe il peso militare della Turchia nel Mediterraneo orientale, nel Mar Nero, nel Caucaso e in Medio Oriente. Allo stesso tempo, la dipendenza dai motori statunitensi dimostra che l’autonomia strategica perseguita da Ankara continua a svilupparsi attraverso una costante negoziazione con Washington, più che attraverso una completa indipendenza tecnologica.












