Ucraina. Avanzata dei russi e riposizionamento in vista dell’inverno

di Angelo Gambella

La situazione sul campo di battaglia in Ucraina ha raggiunto in queste ore un punto critico, alimentando ai massimi livelli pure lo scontro comunicativo fra le due propagande. Da una parte infatti la minimizzazione delle gravi perdite territoriali ed umane e il farsi beffe dei portabandiera nemici, che raggiungono posizioni avanzate ma scoperte, e dall’altra la sicurezza dell’incipiente crollo e capitolazione del nemico, che difficilmente ci sarà.
I dati di fatto che pervengono da quell’inferno di case distrutte, sorvolate da droni assassini, fanno ritenere che nel giro di pochi giorni si assisterà al ritiro ucraino sia da Pokrovsk e Mirovgrad, che da Kupiansk, anche al di là del fiume Oskil. Si tratta di diversi chilometri di territorio.
Al tempo stesso le forze russe avranno ulteriormente guadagnato terreno in altri settori del Donbass, mentre le forze ucraine saranno riuscite a produrre contrattacchi limitati in alcuni punti specifici dove le difese russe sono instabili.
La conclusione di queste terribili giornate di scontri ravvicinati fra fanterie allo stremo sarà un altro guadagno territoriale russo a fronte però di importanti perdite umane e materiali.
Le difese ucraine dovranno necessariamente concentrarsi sulle posizioni più arretrate, che sono state già allestite, e su quelle sperare che, con l’approssimarsi dell’inverno, il campo diplomatico riuscirà a chiudere un accordo di pace o perlomeno di tregua. È altamente possibile che l’Ucraina conservi, se accordo ci sarà, Sloviansk e Kramatorsk, dalle quali i russi sono ancora lontani, rinunciando però a Lyman, Siversk e Konstantinivka, dove i russi stanno già accumulando le forze per iniziare le battaglie urbane. Se invece l’esercito ucraino riuscirà a mantenere il controllo su queste città, avrà ottenuto un successo difficilmente digeribile per Mosca.
L’attuale ritmo dell’avanzata lenta ma costante russa fa invece pensare che su alcuni settori secondari, come quello al confine tra Donetsk – Zaporizie e Dnipropetrovsk, i soldati russi potrebbero approfittare della battaglia di Pokrovsk per avanzare, e nel caso specifico approcciare da altri assi sulla roccaforte ucraina di Huliapolie. Minori cambiamenti territoriali dovrebbero avvenire lungo il confine di stato Sumy – Kursk e Kharkiv – Belgorod, e non sembra che l’esercito ucraino possa ripetere operazioni sul modello di Kursk. Sul fronte di Cherson, dove il fiume Dnipro ha bloccato per anni il fronte, ultimamente i russi sono sbarcati su un isola del delta, ma difficilmente potranno andare oltre.
Sul lato degli attacchi missilistici e con droni gli ucraini potranno continuare a prendere di mira le strutture strategiche e le fabbriche russe, ma questo scontro è al momento svantaggioso per gli ucraini, con i russi che nel giro delle ultime settimane hanno già seriamente danneggiato le strutture energetiche ucraine in vista dell’inverno.
I prossimi report da Pokrovsk e Kupiansk diranno molto sul proseguimento della battaglia.