Ucraina. Continuano gli attacchi alle infrastrutture energetiche da entrambe le parti

Mosca risponde con un pesante attacco e l'impiego dell'Oreshnik all'offensiva contro la residenza di Putin nella regione di Novgorod.

di Guido Keller –

Pesante attacco ucraino all infrastrutture energetiche della regione di Belgorod, con i droni che hanno centrato impianti e nodi di distribuzione che hanno lasciato senza luce e riscaldamento più di mezzo milione di abitanti e 200mila persone senza acqua. Lo ha reso noto il governatore dell’oblast, Vyacheslav Gladkov, il quale ha riportato che “A seguito degli attacchi notturni del nemico nell’area di Belgorod contro le infrastrutture abbiamo 556mila persone senza elettricità in sei entità municipali. Quasi lo stesso numero è senza riscaldamento, soprattutto nei 1.920 edifici residenziali. Quasi 200mila persone sono senza acqua e servizi igienici”.
Da parte russa il Ministero della Difesa ha diffuso una dichiarazione ufficiale nella quale annuncia un attacco militare su larga scala condotto nella notte contro obiettivi considerati strategici nel territorio dell’Ucraina. Secondo quanto riferito da Mosca, l’operazione rappresenterebbe una risposta a un presunto “attacco terroristico del regime di Kiev” contro la residenza del presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod, che sarebbe avvenuto nella notte del 29 dicembre 2025. Le autorità russe attribuiscono direttamente la responsabilità dell’episodio alle forze ucraine.
Nel comunicato si afferma che le Forze Armate russe hanno utilizzato armi ad alta precisione a lungo raggio, sia di base terrestre sia marittima, includendo il sistema missilistico mobile a medio raggio “Oreshnik”, oltre a droni d’attacco. Gli obiettivi colpiti sarebbero stati infrastrutture definite “critiche” per lo sforzo bellico ucraino.
In particolare, il Ministero della Difesa sostiene che siano stati distrutti impianti di produzione di droni, che Mosca afferma essere stati impiegati nell’attacco contro la residenza presidenziale russa, e infrastrutture energetiche considerate essenziali per il funzionamento del complesso militare-industriale ucraino. Secondo la versione ufficiale russa, “tutti gli obiettivi dell’attacco sono stati raggiunti”.
La dichiarazione si chiude con un tono fortemente minaccioso, sottolineando che “qualsiasi azione terroristica da parte del regime criminale ucraino non rimarrà impunita”, lasciando intendere la possibilità di ulteriori operazioni militari in risposta ad attacchi futuri.
Al momento, non vi sono conferme indipendenti sull’entità dei danni né sulle conseguenze dell’operazione annunciate da Mosca. Da parte ucraina, come spesso accade in queste fasi del conflitto, la versione russa viene respinta o contestata, mentre il quadro resta in rapida evoluzione in uno scenario già segnato da una forte escalation militare e retorica.
Fatto sta che a Kiev come in altre città ucraine la popolazione è rimasta senza energia, mentre il missile ipersonico Oreshnik avrebbe colpito il principale deposito di gas sotterraneo del paese, situato tra Leopoli e il confine polacco.