Ucraina. Donal Trump, ‘Zelensky è un incapace”

di Marco Pugliese * –

Il presidente degli Stati Uniti è tornato ad attaccare il collega ucraino Volodymyr Zelensky e ha affermato che l’omologo ucraino avrebbe potuto già da tempo porre fine alla guerra, un conflitto che non avrebbe nemmeno dovuto scatenare. Volodymyr Zelensky è un “dittatore senza elezioni” che “farebbe meglio a muoversi in fretta o non gli rimarrà un Paese”, ha insistito.
Donald Trump non scherza più e attacca il presidente dell’Ucraina con un lungo post su Truth. Zelensky è stato definito anche un “comico di modesto successo”, che “ha convinto gli Stati Uniti d’America a spendere 350 miliardi di dollari, per entrare in una guerra che non poteva essere vinta, che non avrebbe mai dovuto iniziare, ma una guerra che lui, senza gli Stati Uniti e ‘Trump’, non sarà mai in grado di risolvere”.
Salta completamente il rapporto privilegiato Ucraina-USA, americani più vicini ai russi che invece bacchettano gli europei, Putin infatti ha dichiarato: “sono francamente sorpreso dalla moderazione del neoeletto presidente degli Stati Uniti Trump nei confronti dei suoi alleati, che si sono comportati in modo così, per dirla senza mezzi termini, becero”. Per il russo, Trump “agisce comunque in modo abbastanza intelligente nei loro confronti”.
La Ue rischia di rimanere fuori dai negoziati. I dazi commerciali rischiano di complicare inoltre l’economia di un continente già costretto ad acquistare (causa guerra alla Russia) proprio dagli americani, gas e materie prime energetiche a prezzi non concorrenziali.
In queste ore emerge l’ inconsistenza della Ue, la cui governance arranca tra una riunione ed una stretta di mano (fittizia) aggirandosi moribonda tra un summit e l’altro, facendo ciò che le riesce meglio: chiacchierare a vuoto senza visione strategica.
La Ue è ininfluente a livello geopolitico, in grave crisi economica, fuori dai contesti geoeconomici che contano. Rischia perfino che USA e Russia dividano l’Ucraina appaltando a noi europei la ricostruzione oltre alla sicurezza (che costa miliardi).
È inutile continuare a commentare ogni uscita di Trump, il mondo è cambiato (come lo vedremo nel tempo) e per governare questa globalizzazione in pezzi serve una governance diversa da quella d’oggi, va cambiata la struttura della Ue che deve avere un direttorio permanente con le tre economie più importanti che gestiscano dei consorzi per settore, Difesa compresa. Tutto nel rispetto delle differenze culturali e specifiche d’ogni popolo europeo che ha una cultura profonda diversa, l’unica matrice come possono essere gli interssi condivisi ed una rappresentanza oltre quella del singolo stato, gli altri paesi devono però adeguarsi e soprattutto non ci devono essere figli e figliocci (vedasi il ruolo dei Paesi Bassi). Va cambiata anche la “capitale” Ue, ne vanno create tre con competenze diverse: Roma, Parigi e Berlino. Dividendo i poteri s’evita la competizione interna e si creano le condizioni per essere veramente competitivi con il resto del mondo.

* Articolo in mediapartnership con Nuovo Giornale Nazionale.