Ucraina. Guerra: Putin, ‘Sta per finire’, poi apre all’Europa: vera svolta o nuova provocazione?

Intanto il leader russo candida un improbabile mediatore: l'amico tedesco, ex cancelliere, Gerhard Schroeder.

di Cristina Rossi / Dire * –

L’obiettivo “dell’operazione speciale” in Ucraina resta la vittoria, tuttavia “la questione sta giungendo al termine”. Vladimir Putin parla dal Cremlino con i giornalisti sul conflitto in corso tra Russia e Ucraina a poche ore dalla conclusione della tradizionale parata del 9 maggio, festa nazionale che celebra la vittoria dell’Unione Sovietica sulla Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Quest’anno la parata è stata ridimensionata, senza carri armati e artiglieria pesante, per il timore di blitz aerei ucraini. Pochi gli ospiti stranieri alla commemorazione: c’erano i presidenti bielorusso e kazako Alexander Lukashenko e Kassim-Jomart Tokayev, il presidente slovacco Robert Fico, portatore di un messaggio che, pare, sia andato a buon fine.
Durante la parata il presidente Putin ha rinsaldato le fila: “Loro – riferendosi ai militari in campo contro le forze ucraine – si trovano ad affrontare una forza aggressiva armata e supportata dall’intero blocco Nato”, ha detto il presidente russo. “E nonostante ciò, i nostri eroi continuano ad avanzare”. E, in definitiva: “La vittoria è stata nostra e lo sarà per sempre”, si è detto convinto.
Ma poche ore dopo, concluso l’incontro con Robert Fico, presidente del governo della Slovacchia, ha “quasi” teso la mano agli alleati Nato europei. “Credo che la questione stia giungendo al termine”, ha dichiarato Putin ai giornalisti sul conflitto in Ucraina. Come riferisce Reuters, il premier russo ha inoltre affermato di essere disposto a negoziare nuovi accordi di sicurezza per l’Europa e che il suo interlocutore preferito sarebbe l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder.
Putin ha spiegato che il primo ministro slovacco Robert Fico gli ha trasmesso un messaggio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per giungere a un incontro a due. “La Russia non ha obiezioni agli incontri”, ha replicato il leader russo, accogliendo la proposta di Zelensky. “La Russia non ha obiezioni nemmeno a tenere colloqui in un paese terzo, a condizione che i colloqui mirino alla firma di un accordo”, ha puntualizzato. Non solo, Putin avrebbe ridimensionato il ruolo statunitense nella mediazione: “Questa rimane prima di tutto una questione tra Russia e Ucraina”.
La svolta dunque si è avuta con la controparte ucraina, ma anche, a livello diplomatico, con l’Europa e Bruxelles: Putin ha infatti risposto positivamente alle sollecitazioni del Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, che in settimana ha proposto un dialogo per una “pace giusta e duratura”. “Mai rifiutati i negoziati con l’Unione europea”, ha mandato a dire Putin, che però ha messo sul tavolo il nome di un possibile mediatore: l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che non ha mai usato un “linguaggio offensivo” verso la Russia. L’ex leader del Partito Socialdemocratico tedesco si è ritirato dalla politica 20 anni fa, per entrare nel mondo degli affari: di fatto, l’aver assunto incarichi anche in società russe e la sua vicinanza con Putin lo hanno isolato in Germania e all’interno del suo stesso partito.
Le truppe russe combattono in Ucraina da ben oltre quattro anni. Si tratta di un periodo più lungo di quello in cui le forze sovietiche hanno combattuto nella Seconda Guerra Mondiale, nota in Russia come la Grande Guerra Patriottica del 1941-45. Le forze russe non sono finora riuscite a conquistare l’intera regione del Donbass, nell’Ucraina orientale, dove le truppe di Kiev sono state respinte fino a una linea di città fortificate. L’avanzata russa ha subito un rallentamento quest’anno, sebbene Mosca controlli poco meno di un quinto del territorio ucraino.

* Fonte: agenzia Dire.