
di Piero Bonito Oliva / Dire * –
Si fa di ora in ora più drammatico il bilancio dell’attacco con missili balistici che nella notte si è abbattuto su Kiev e sulla sua regione. Il numero dei deceduti è salito ad almeno 17 morti, a cui si aggiungono oltre 26 feriti, molti dei quali versano in gravi condizioni negli ospedali della capitale.
Il dato provvisorio fornito nelle prime ore dal sindaco Vitali Klitschko è stato superato a seguito dei rilievi effettuati dai Servizi d’emergenza (DSNS) all’interno dei complessi industriali e residenziali rasati al suolo dai raid.
I crolli più devastanti e il maggior numero di vittime si concentrano nel distretto meridionale di Holosiivskyi. L’impatto dei missili ha provocato la distruzione totale di una palazzina residenziale e il collasso di un ampio polo logistico, intrappolando decine di lavoratori e residenti. È proprio da sotto queste macerie che i soccorritori hanno estratto la maggior parte dei corpi privi di vita.
Nella stessa area, il danneggiamento di un impianto industriale ha provocato una pericolosa fuga di ammoniaca, costringendo le squadre speciali a intervenire con protezioni chimiche per mettere in sicurezza la zona circostante.
Danni ingenti si registrano anche nel quartiere settentrionale di Obolonskyi, dove i missili hanno centrato un palazzo adibito a uffici e innescato roghi di vaste proporzioni in due complessi di magazzini (mentre le autorità hanno smentito l’ipotesi iniziale di un incendio in una torre residenziale di 20 piani).
Altri incendi a strutture commerciali si sono sviluppati nel distretto di Desnianskyi e nella prima cintura metropolitana, a Kiev-Sviatosynskyi.
Durante i primi interventi di soccorso a Obolon, secondo quanto riferito dal primo cittadino su Telegram, una serie di esplosioni secondarie ha investito direttamente un’ambulanza: il veicolo è andato distrutto e l’autista ha riportato gravi ferite.
Le autorità locali avvertono che il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi nelle prossime ore, mentre le squadre di emergenza continuano a scavare a mano e con mezzi meccanici tra le rovine.
* Fonte: agenzia Dire.












