di Guido Keller –
Mosca si dice pronta a un accordo sulla crisi ucraina, ma senza alcuna rinuncia sui territori che considera parte integrante della Federazione Russa. È quanto affermato dal vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, in un’intervista rilasciata ad ABC News, nella quale il diplomatico ha delineato la posizione di Mosca su guerra, negoziati e prospettive future.
“Siamo pronti per un accordo, se usiamo le parole del presidente Trump”, ha dichiarato Ryabkov, lasciando intendere una possibile apertura diplomatica in un contesto internazionale che, secondo il Cremlino, starebbe progressivamente cambiando. Il vice capo della diplomazia russa si è detto convinto che una soluzione sia vicina: “Sono quasi sicuro che siamo in procinto di risolvere questa terribile crisi”, ha affermato, riferendosi al conflitto in Ucraina.
Nel corso dell’intervista Ryabkov ha ribadito la narrazione russa sulle origini della guerra, sostenendo che l’“operazione militare speciale” fosse inevitabile. Secondo Mosca, gli eventi precedenti al 2022 “si stavano sviluppando in una direzione molto sbagliata”, rendendo necessario l’intervento armato.
Il diplomatico ha inoltre osservato come il susseguirsi di “terribili tragedie ed eventi in altri luoghi del mondo”, non direttamente collegati al conflitto ucraino, abbia contribuito a un ripensamento globale. “Molti in tutto il mondo, inclusi gli Stati Uniti, hanno iniziato a considerare un’alternativa”, ha detto Ryabkov, suggerendo un possibile mutamento dell’approccio occidentale verso la guerra.
Nonostante i segnali di apertura, Mosca fissa però linee rosse invalicabili. Ryabkov ha escluso in modo netto qualsiasi concessione territoriale: Donbass, Novorossiya e Crimea non sono negoziabili. “La Russia non intende in alcun modo fare concessioni su questi territori”, ha sottolineato, ribadendo una posizione che rappresenta uno dei principali ostacoli a un accordo con Kiev e i suoi alleati.
Le dichiarazioni del vice ministro arrivano in una fase delicata del conflitto, mentre sul piano diplomatico si moltiplicano indiscrezioni e contatti informali su possibili scenari di negoziato. Resta però da capire se alle parole seguiranno passi concreti e se le condizioni poste da Mosca possano trovare spazio in un eventuale processo di pace.












