Ucraina. Nuovi attacchi: morti a Bryansk e Sloviansk. Zelensky, ‘Colpita fabbrica militare russa’

di Guido Keller

Nuova escalation di attacchi tra Russia e Ucraina. Nelle ultime ore bombardamenti e operazioni militari hanno colpito sia il territorio russo sia diverse città ucraine, provocando vittime e decine di feriti mentre sul fronte diplomatico si riapre uno spiraglio per possibili negoziati.
In Russia, sei persone sono morte e almeno 37 sono rimaste ferite a seguito di un attacco missilistico che ha colpito la città di Bryansk, nell’ovest del Paese. Secondo le autorità russe, il bombardamento sarebbe stato condotto dalle forze armate ucraine. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’operazione affermando che l’obiettivo era una fabbrica militare considerata strategica per l’industria bellica russa.
Nel suo consueto messaggio serale pubblicato sui social, Zelensky ha dichiarato che “i nostri soldati hanno colpito una delle principali fabbriche militari russe a Bryansk”. Secondo il leader ucraino, lo stabilimento produceva componenti elettronici e parti destinate ai missili russi. L’attacco, ha aggiunto, rappresenta “una risposta del tutto giustificata all’aggressore”.
Parallelamente al fronte terrestre, cresce la tensione anche sul piano marittimo. Una petroliera russa di gas naturale liquefatto, la Arctic Metagaz, è stata danneggiata la scorsa settimana da un drone marino mentre navigava nel Mediterraneo. L’esplosione ha provocato un ampio squarcio nello scafo dell’imbarcazione, che si trovava a circa 150 miglia nautiche a sud-est di Malta.
Le autorità maltesi stanno monitorando con attenzione la situazione e hanno predisposto un piano di emergenza nel caso in cui la nave dovesse avvicinarsi alle coste dell’arcipelago. Attualmente la petroliera si trova fuori dalle acque territoriali maltesi, ma se dovesse raggiungere il limite delle 12 miglia nautiche il governo potrebbe intervenire per rimorchiarla lontano dalle isole o impedirne l’avvicinamento.
Secondo diverse fonti internazionali, l’Arctic Metagaz farebbe parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, una rete di navi utilizzate per trasportare petrolio e gas russo aggirando il sistema di sanzioni imposto da Unione Europea e Paesi del G7 dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. Queste imbarcazioni operano spesso con strutture societarie e assicurative poco trasparenti, rendendo difficile il controllo delle loro attività commerciali.
Intanto sul territorio ucraino proseguono i bombardamenti russi. Un raid ha colpito il centro della città di Sloviansk, nella regione orientale di Donetsk. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Vadym Filashkin, ha riferito che l’attacco ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di almeno sedici civili, tra cui una ragazza di 14 anni.
Sul piano diplomatico, emergono segnali di possibile riapertura del dialogo. Zelensky ha reso noto di aver parlato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ringraziando Ankara per la disponibilità a ospitare un nuovo round di negoziati in formato trilaterale.
“La Turchia è pronta a ospitare il prossimo round di colloqui. Apprezziamo questa iniziativa e confidiamo che possa portare risultati”, ha dichiarato il presidente ucraino. Nel colloquio tra i due leader si è discusso anche della situazione internazionale, in particolare delle tensioni legate all’Iran. Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina è pronta a condividere la propria esperienza per evitare un allargamento del conflitto, ribadendo al tempo stesso la necessità di rafforzare la difesa aerea del Paese con il sostegno dei partner internazionali.
Mentre continuano gli attacchi su entrambi i fronti, la guerra resta dunque segnata da una crescente intensità militare e da tentativi diplomatici ancora incerti, con la comunità internazionale che osserva con attenzione ogni possibile spiraglio di trattativa.