di Alessio Cuel –
“La guerra a est sta entrando in una fase decisiva e sta raggiungendo proporzioni drammatiche. Le ultime ore dimostrano che la minaccia di un conflitto globale è seria e reale”. Con queste parole, il premier polacco Donald Tusk esprime senza mezzi termini la gravità della situazione. La sua dichiarazione riflette il sentimento diffuso tra i polacchi di fronte a uno scenario internazionale sempre più complesso e pericoloso.
La situazione si è ulteriormente inasprita con la decisione di Putin di avviare la produzione in serie del missile Oreshnik, accompagnata da minacce dirette ai paesi che forniscono armi all’Ucraina. Questo atto ha destato grande preoccupazione non solo in Polonia, ma anche a livello globale.
Sul fronte opposto dell’Atlantico, la recente vittoria di Donald Trump ha suscitato timori tra i polacchi. Un sondaggio condotto da SW Research per l’agenzia di stampa Rzeczpospolita, diffuso all’inizio di novembre, evidenzia che il 43,5% degli intervistati considera la Polonia meno sicura con Trump alla guida degli Stati Uniti. Al contrario, il 19,8% ritiene che la sua presidenza migliori la sicurezza del paese, il 18% crede che non ci siano ripercussioni significative, mentre il restante 18,6% preferisce non esprimere un’opinione.
All’indomani delle nuove dichiarazioni di Putin, Tusk si fa portavoce delle preoccupazioni di una nazione che condivide oltre 530 chilometri di confine con l’Ucraina e che percepisce un rischio crescente per la propria sicurezza. Il conflitto russo-ucraino, secondo Tusk, sta assumendo proporzioni sempre più drammatiche, rendendo il futuro della regione altamente incerto.












