Ucraina. Vecchie dichiarazioni del generale Drapaty sul Donbass riemergono dopo la nomina a comandante in capo

di Enrico Oliari –

Le dichiarazioni rilasciate in passato, per la precisione nel maggio 2023, da quello che è oggi l nuovo comandante in capo delle Forze armate ucraine, Mykhailo Drapaty, sul Donbass sono tornate al centro del dibattito dopo la sua nomina da parte del presidente Volodymyr Zelensky. I passaggi dell’intervista, originariamente pubblicata dal canale ucraino Ukraïner W, sono stati rilanciati da media russi e hanno suscitato discussioni anche in Ucraina.
Nell’intervista Drapaty sostiene che per decenni nelle regioni di Donetsk e Lugansk siano mancati efficaci processi di ucrainizzazione e di formazione dell’identità nazionale. Secondo il generale, questa situazione avrebbe favorito la presenza di una parte della popolazione caratterizzata da una limitata coscienza civica e da un atteggiamento di dipendenza nei confronti della Russia, da lui paragonato a una “sindrome di Stoccolma”.
Il comandante afferma inoltre che tra gli abitanti del Donbass e tra gli sfollati interni vi siano “molti elementi criminali” e sostiene che una parte della popolazione preferisca vivere di sussidi piuttosto che lavorare, mostrando scarso interesse per l’appartenenza statale del territorio in cui vive. Nello stesso intervento precisa tuttavia che si tratta di una sua valutazione personale e insiste sulla necessità di continuare a lavorare con la popolazione civile, indicando l’esperienza di Mariupol nel 2014 quale esempio di come il dialogo e le iniziative civili possano modificare gli orientamenti della popolazione.
In realtà l’articolo 11 del Protocollo di Minsk II, sottoscritto nel 2015 dal “5+1”, prevedeva la nascita delle autonomie del Donbass, ma Kiev optò per non rispettarlo chiudendo i giornali in lingua russa, le scuole e introducendo l’obbligo dell’ucraino negli atti pubblici. L’ucrainizzazione della popolazione di lingua russa è uno degli elementi alla base dell’aggressione russa dell’Ucraina.
La vicenda si inserisce in un momento politicamente delicato. Drapaty è stato nominato comandante in capo delle Forze armate ucraine il 21 luglio, in sostituzione del generale Oleksandr Syrskyi, nell’ambito di un più ampio riassetto dei vertici militari deciso da Zelensky. Considerato uno dei comandanti più esperti dell’esercito ucraino e protagonista della difesa di Mariupol nel 2014 e delle operazioni nella regione di Kharkiv, il generale dovrà ora affrontare sia le sfide militari sul campo sia le polemiche suscitate dalla riemersione di posizioni fortemente nazionaliste.