Ucraina. Vertice Trump-Putin a ferragosto in Alaska

Zelensky, 'Senza Kiev qualsiasi accordo non sarà di pace'.

L’atteso vertice tra i due leader del mondo fissato tra una settimana in territorio statunitense. Escluso Zelensky che esprime il suo disappunto e mette in chiaro: “Nessun regalo di territori all’occupante”.

di Cristina Rossi / Dire *

Niente Colosseo o Fori imperiali, il faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin avrà come scenografia le vette innevate e i ghiacciai dell’Alaska. Lo annuncia, con tanto di data, lo stesso presidente Usa dal ‘suo’ Truth Social: “L’attesissimo incontro tra me, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, e il presidente russo Vladimir Putin, avrà luogo venerdì prossimo, 15 agosto 2025, nel Grande Stato dell’Alaska. Ulteriori dettagli seguiranno”. Così il post apparso in serata ieri, venerdì 8 agosto, a una settimana esatta dall’incontro programmato.
L’annuncio di Trump, ricorda la Cnn, arriva nel giorno fissato come termine ultimo per Putin” per concludere la pace”, altrimenti sarebbe piovuta- questa la minaccia del Tycoon- una severa punizione economica. L’incontro è oltretutto un punto di svolta nei rapporti tra i due Paesi, il presidente russo non torna negli Stati Uniti dal 2015-ben dieci anni- e non incontra Trump dal 2018.
Il post ‘ufficiale’ di Trump è arrivato dopo che aveva anticipato, in mattinata, nell’incontro con i giornalisti alla Casa Bianca, quali possano essere i termini di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina: l’accordo infatti, ha detto il presidente, potrebbe includere “alcuni scambi di territori a vantaggio sia dell’Ucraina che della Russia”. “Il territorio è conteso da tre anni e mezzo- ha aggiunto Trump- Molti russi sono morti, molti ucraini sono morti, quindi stiamo valutando la situazione. Stiamo cercando di recuperarne alcuni e di scambiarne altri. È complicato, in realtà non è affatto facile. Ne recupereremo alcuni, ne scambieremo altri”.
Dal Cremlino è arrivata la confermato del vertice in Alaska tra il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo statunitense Donald Trump. La scelta della location, lo Stato più grande della Federazione a stelle e strisce, è stata definita da Mosca come “abbastanza logica”. “La Russia e gli Stati Uniti sono vicini, confinanti”, ha dichiarato Yuri Ushakov, consigliere e assistente del Cremlino. “Sembra abbastanza logico che la nostra delegazione debba semplicemente volare attraverso lo Stretto di Bering e che un vertice così importante e atteso tra i leader dei due Paesi si tenga in Alaska”.
Non solo, la visita in territorio americano lascia aspettative su un successivo incontro in territorio russo, per la necessaria reciprocità diplomatica. E sarebbe il senso dell’intervento dello stesso Ushakov, riportato dall’agenzia Interfax: “Il Cremlino- sostiene infatti il leader russo- si aspetta che, dopo l’Alaska, il successivo incontro tra i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump si svolga in territorio russo”. E l’invito sarebbe già stato fatto al presidente degli Stati Uniti.
La notizia del faccia a faccia tra Trump e Putin è stato accolto freddamente dalla controparte ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky infatti non è incluso tra gli ‘invitati’, sebbene il destino del suo Paese sia proprio l’oggetto dell’incontro. Così affida parole di scetticismo sui social: “L’Ucraina è pronta a prendere decisioni concrete che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, qualsiasi decisione che non coinvolga l’Ucraina, è allo stesso tempo una decisione contro la pace”, tuona. “Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte. Sono decisioni impraticabili – va avanti – E tutti abbiamo bisogno di una pace vera e autentica. Una pace che la gente rispetti”.
Un altro messaggio in cui mette in chiaro i suoi paletti lo affida poi a Telegram: “Gli ucraini difendono ciò che è loro. Ovviamente, non daremo alla Russia nessuna ricompensa per quello che ha fatto. La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione dell’Ucraina. Gli ucraini non regaleranno la loro terra all’occupante”.

* Fonte: agenzia Dire.