di Enrico Oliari –

La cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord potrebbe entrare in una nuova fase, con un forte aumento del numero dei militari nordcoreani presenti sul territorio russo e un coinvolgimento sempre maggiore di Pyongyang nel conflitto ucraino. A lanciare l’allarme è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale Mosca starebbe preparando le strutture necessarie ad accogliere tra 30mila e 50mila militari nordcoreani.

Il presidente ucraino aveva già parlato alla fine di luglio dell’arrivo di altri 30mila uomini, sostenendo che nella regione russa di Voronezh fossero in corso preparativi per riceverli. Ora Kiev ha rivisto al rialzo la propria valutazione. Zelensky non ha tuttavia fornito elementi pubblicamente verificabili sull’origine della nuova stima, che resta quindi un’affermazione dell’intelligence e della leadership ucraina.

La presenza nordcoreana nella guerra non rappresenta comunque una novità. Militari inviati da Pyongyang hanno già combattuto al fianco delle forze russe, soprattutto nella regione russa di Kursk. Secondo le valutazioni diffuse da Kiev, circa 12mila soldati nordcoreani avrebbero preso parte alle operazioni russe contro le forze ucraine penetrate nel territorio della Federazione.

La collaborazione tra Mosca e Pyongyang si estende inoltre alle forniture di armamenti. Kiev sostiene di avere identificato missili balistici nordcoreani impiegati negli attacchi russi contro il territorio ucraino. Alla fine di luglio Zelensky aveva affermato che un missile nordcoreano era stato utilizzato durante una delle offensive russe, mentre il 5 agosto l’intelligence militare ucraina ha riferito dell’imminente dispiegamento in Russia anche di un’unità nordcoreana specializzata nell’impiego di missili balistici.

Per Kiev il problema non riguarda soltanto il numero dei militari messi a disposizione di Mosca. L’Ucraina teme infatti che il conflitto stia offrendo alle forze armate nordcoreane un’opportunità senza precedenti per acquisire esperienza nella guerra moderna, in particolare nell’impiego dei droni, nella guerra elettronica, nelle operazioni coordinate tra artiglieria e velivoli senza pilota e nell’utilizzo dei missili balistici.

È proprio questo argomento che Zelensky sta utilizzando per convincere la Corea del Sud ad aumentare il sostegno militare all’Ucraina. Kiev ha chiesto a Seul sistemi di difesa aerea e propone una collaborazione più stretta nel settore dei droni, mettendo a disposizione l’esperienza accumulata dalle forze ucraine in oltre quattro anni di guerra.

Il messaggio rivolto alla Corea del Sud è essenzialmente strategico: le conoscenze acquisite oggi dai militari nordcoreani sul fronte europeo potrebbero domani essere trasferite nella penisola coreana. Mosca, secondo Zelensky, non starebbe quindi soltanto ricevendo uomini e armamenti da Pyongyang, ma contribuirebbe indirettamente alla modernizzazione delle capacità militari nordcoreane.

Seul mantiene tuttavia una posizione prudente. Il governo sudcoreano ha fatto sapere di continuare a valutare la richiesta ucraina tenendo conto dell’andamento della guerra, della cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord e delle conseguenze che un eventuale trasferimento di armamenti potrebbe avere sulla sicurezza nazionale. La Corea del Sud ha finora evitato di fornire direttamente a Kiev armi letali su larga scala, pur sostenendo l’Ucraina attraverso aiuti economici, umanitari e altre forme di assistenza.

Il rafforzamento dell’asse Mosca-Pyongyang è diventato uno degli effetti geopolitici più significativi della guerra. Russia e Corea del Nord, paesi confinanti, hanno firmato nel 2024 un trattato di partenariato strategico che prevede anche assistenza reciproca in caso di aggressione. Da allora la cooperazione si è progressivamente estesa dalle forniture di munizioni alla presenza di personale militare.

Tra l’altro è notizia di luglio dell’ormai prossimo completamento di un ponte stradale sul fiume Tumen, che collegherà la Russia alla Corea del Nord: si trova poco più a sud del Ponte dell’Amicizia, un’infrastruttura ferroviaria costruita nel 1959.