
di Francesco Pontelli –
Tagli alla Politica agricola comune e il temuto accordo tra Ue e Mercosur, poi rinviato, hanno portato in questi giorni in piazza agricoltori e produttori del settore agroalimentare con proteste imponenti a Bruxelles, dove un migliaio di trattori hanno bloccato l’area dei palazzi della Commissione e del Parlamento, e in diverse città della Francia.
L’accordo relativo al libero scambio tra Ue ed il Brasile e in prospettiva altri paese dell’America Latina, utilizza il modello economico dell’Unione Europea già rivelatosi disastroso nel tessile abbigliamento ed ora nell’automotive.
In altre parole anche in agricoltura si sceglie di privilegiare il modello di un possibile sviluppo economico basato essenzialmente nella logica speculativa, la quale adotta come fattore competitivo il dumping normativo nelle produzioni come nella tutela dei lavoratori, ma anche fiscale e di salvaguardia dei prodotti.
Un mercato libero deve esprimere e si regge su di un insieme di regole ed un quadro normativo condiviso da tutti i soggetti economici che operano al suo interno, nel caso contrario viene favorita semplicemente la logica speculativa applicata in questo caso ai flussi commerciali intercontinentali, ma con ricadute disastrose per gli imprenditori agricoli soggetti alle pressanti norme europee.











