di Mariarita Cupersito –
La Commissione europea ha deciso di ritirare dal suo programma di lavoro la direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale, proposta nel 2022 al fine di aggiornare e integrare il quadro normativo dell’Unione europea in materia di responsabilità civile disponendo per la prima volta norme specifiche relative ai danni causati dai sistemi di AI.
La decisione è giunta a poche ore dalla conclusione dell’AI Action Summit a Parigi, durante il quale il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha criticato le nuove norme europee sull’intelligenza artificiale affermando che una regolamentazione eccessiva del settore rischia di “uccidere un’industria in pieno sviluppo”. Tale considerazione rientra tra i motivi per cui gli Stati Uniti non hanno firmato la dichiarazione finale del summit di Parigi.
“Nessun accordo è prevedibile”, comunicano dall’Ue. “La Commissione valuterà se presentare un’altra proposta o scegliere un altro tipo di approccio”.
La pratica relativa alla AI liability era rimasta sospesa in attesa dell’adozione dell’AI Act, la legge europea che disciplina lo sviluppo, l’immissione sul mercato e l’uso dei sistemi intelligenza artificiale. La Commissione aveva poi aggiornato la sua proposta in linea con l’AI Act, approvato in via definitiva nel mese di maggio 2024.
Anche nell’ambito del Consiglio Ue l’iter relativo AI liability è stato travagliato a causa dell’opposizione di un gruppo di Stati membri guidato dalla Francia.
“La decisione della Commissione di ritirare la direttiva è deludente”, ha commentato il relatore dell’AI Act del Parlamento europeo, Brando Benifei. “Un quadro di responsabilità specifico per l’AI era essenziale per garantire che le vittime di danni legati all’AI potessero chiedere un risarcimento e per allineare la responsabilità civile con gli attuali sviluppi tecnologici” ha dichiarato l’europarlamentare, mettendo in guardia dal rischio di “incertezza giuridica e lacune nella protezione dei cittadini europei” in assenza di un quadro normativo aggiornato.
Sono in totale 37 le proposte legislative che la Commissione ha deciso di ritirare, anche per effetto di maggiori pressioni orientate a semplificare le norme europee e deregolamentare alcuni segmenti dell’economia.












