Ue. Con oggi l’Ungheria è presidente di turno, fra le preoccupazioni dei paesi membri

di Giuseppe Gagliano –

Con oggi l’Ungheria assume la presidenza di turno semestrale del Consiglio dei ministri dell’Ue, portando con sé un clima di preoccupazione e scetticismo tra i diversi diplomatici del blocco. Guidata dal primo ministro Viktor Orban, l’Ungheria si prepara a definire l’agenda dell’Ue per i prossimi sei mesi sotto lo slogan “Make Europe Great Again”, che richiama lo slogan elettorale di Donald Trump. La presidenza ungherese dell’Ue arriva in un momento delicato, con l’Ungheria che negli ultimi anni è stata accusata di minare i valori democratici, lo stato di diritto e la libertà di stampa. Orban, al potere dal 2010, ha vinto quattro mandati consecutivi, durante i quali il governo ungherese ha bloccato o ritardato decisioni cruciali dell’Ue, specialmente quelle volte a sostenere l’Ucraina contro l’invasione russa.
La presidenza ungherese è vista da alcuni come un potenziale “fiasco” per l’Ue, poiché Budapest ha frequentemente ostacolato le decisioni del blocco, come lo stop a 6,6 miliardi di euro di aiuti militari per l’Ucraina. La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che 19 miliardi di euro di fondi dell’Ue destinati all’Ungheria rimangono congelati a causa di presunte violazioni delle leggi europee sui diritti uguali, il diritto d’asilo, la libertà accademica e preoccupazioni sulla corruzione e l’indipendenza giudiziaria. I diplomatici dell’Ue hanno espresso frustrazione per le azioni di Budapest, accusando il governo ungherese di tentare di ricattare l’UE per sbloccare i fondi congelati.
Nonostante le tensioni c’è speranza che l’orgoglio nazionale ungherese possa garantire una presidenza dell’Ue senza incidenti maggiori. Alcuni diplomatici ritengono che la presidenza potrebbe essere un’opportunità per contenere l’influenza negativa dell’Ungheria, forzandola a collaborare per evitare un isolamento completo. Inoltre la presidenza ungherese coincide con un periodo di transizione negli affari dell’Ue, con la nuova Commissione europea che non entrerà in carica fino al primo novembre, il che potrebbe limitare l’impatto delle azioni di Orban.
Tuttavia c’è preoccupazione che Orban possa utilizzare questo periodo di relativa calma per consolidare ulteriormente il suo potere. In passato Orban ha approfittato di momenti di minore vigilanza da parte dell’Ue per implementare riforme controverse che hanno indebolito lo stato di diritto e i diritti dei lavoratori in Ungheria. La comunità internazionale guarda con attenzione ai prossimi sei mesi, preoccupata che possano portare a ulteriori repressioni in Ungheria, specialmente contro la minoranza gay e trans e le organizzazioni indipendenti.
In questo contesto complesso l’Ue deve navigare con cautela, bilanciando la necessità di mantenere l’unità del blocco con quella di difendere i valori fondamentali su cui è stata fondata. La presidenza ungherese dell’Ue sarà un test cruciale per la capacità dell’Unione di gestire le divergenze interne e di affermare il proprio impegno verso la democrazia e lo stato di diritto.