Usa. Il contrasto alla potenza militare cinese, tra basi scompare e appoggio a Taiwan

di Giuseppe Gagliano

Al di là della competizione elettorale tra Biden e Trump una delle costanti della politica estera americana, rimane il contrasto della Cina e della sua proiezione di potenza soprattutto nell’Indo-Pacifico.
Ed è proprio all’interno di questa ottica di natura squisitamente geopolitica che devono essere inquadrati e spiegati due recenti fatti, oggetto legittimamente dell’interesse sia della stampa specialistica che di quella generalista.
Uno dei più celebrati ed influenti pensatoi americani, strettamente legato alla CIA, e cioè il Centre for Strategic and International Studies (CSIS), il 9 novembre ha reso noto che alcune foto satellitari relative alla basa navale cambogiana di Ream, le quali mostrano la scomparsa del centro di manutenzione per imbarcazioni gonfiabili a scafo-rigido realizzata dagli USA, fatto avvenuto parallelamente alla sparizione della sede del quartiere generale tattico della Marina cambogiana costruito dagli americani.
Se scontata e prevedibile appare la risposta rassicurante del primo ministro cambogiano Hun Sen di fronte alle preoccupazioni americane di un accordo segreto di natura militare tra la Cina e la Cambogia, è altrettanto evidente che per la Cina la Cambogia costituisce un importante alleato per consolidare i suoi progetti di egemonia. Non a caso proprio il 12 ottobre del 2020 la Cambogia ha firmato un accordo di libero scambio con la Cina, oltre ad avere aderito nel 2013 alla Nuova Via della Seta ed ad essere un importante importatore di armi.
Il secondo fatto è relativo alle forze speciali dei Marines e cioè i Raiders, i quali sono giunti a Taiwan per addestrare le Forze armate locali. Qual è il significato di questo dispiegamento inconsueto ed inusuale? Contenere ancora una volta la proiezione di potenza cinese ed impedire che il Dragone si annetta Formosa?