Usa. L’Fbi, ‘militari e poliziotti tra gli assalitori del Campidoglio’

di Giuseppe Gagliano

Non pochi fra i sostenitori del presidente Donald Trump che si sono radunati fuori dal Campidoglio la scorsa settimana hanno cantato l’inno nazionale, hanno indossato elmetti verde oliva e giubbotti antiproiettile e si sono disposti in una particolare tipologia di formazione nota come File Ranger, che è un modus operandi standard per una squadra di combattimento che sta entrando per violare un edificio, ovvero una procedura questa tipica dei soldati o dei Marines statunitensi che hanno prestato servizio in Iraq e Afghanistan. Questo significa che coloro che hanno assalito il Campidoglio avevano un addestramento militare. Grazie ad un’accurata analisi sulle fonti aperte compiuta dalla Associated Press, relativa cioè a documenti pubblici, a post sui social media e ai filmati auto prodotti, è stato possibile individuare la presenza di almeno 22 membri delle forze armate e/o delle forze dell’ordine statunitensi. In molti casi coloro che hanno preso d’assalto il Campidoglio hanno impiegato non solo tattiche militari ma tecnologie analoghe a quelle che hanno impiegato le forze dell’ordine. Tutto ciò però non deve destare alcuna sorpresa perché numerosi analisti americani esperti di estremismo avevano già messo in guardia l’opinione pubblica da un lato sulla presenza e sulla pericolosità di militanti di estrema destra e dei gruppi della supremazia bianca, e dall’altro lato sulla loro capacità di reclutare dando ai propri militanti un addestramento militare professionale.
Tuttavia l’elemento significativo che è emerso dalle indagini dei servizi di sicurezza americani e dell’FBI è la presenza di militari e poliziotti all’interno di questi gruppi estremistici.
Fra coloro che sono stati identificati vi è per esempio un ex-tenente colonnello in pensione dell’Air Force e veterano di guerra, oltre che decorato, che è stato arrestato dopo essere stato fotografato con indosso un casco e un’armatura sul pavimento del Senato.
Un altro veterano dell’aeronautica di San Diego è stato colpito e ucciso da un ufficiale di polizia del Campidoglio mentre cercava di entrare nell’edificio. Un Navy SEAL in pensione ha pubblicato un video su Facebook sul viaggio dalla sua casa in Ohio al raduno, esprimendo apprezzamento sul tentativo di entrare nel Campidoglio. Stiamo parlando di Adam Newbold, il quale ha dichiarato in un video di Facebook del 5 gennaio che “Siamo molto preparati, molto capaci e pronti per una lotta”.
Due agenti di polizia di una piccola cittadina della Virginia sono stati arrestati dall’FBI dopo aver pubblicato un selfie di se stessi all’interno del Campidoglio.
Inoltre, secondo le indagini dell’intelligence americana, sembrerebbe che un capitano in servizio attivo appartenente all’ufficio di guerra psicologica della Caroline del Nord abbia organizzato addirittura tre autobus carichi di persone che si sarebbero poi diretti a Washington per il raduno per manifestare a favore di Trump. I comandanti dell’esercito a Fort Bragg nella Carolina del Nord stanno indagando sul possibile coinvolgimento di questo ufficiale e cioè del capitano Emily Rainey, veterano della guerra in Afghanistan.
La gravità della presenza all’interno di questi gruppi estremisti di esponenti delle forze armate e delle forze dell’ordine è tale che il Pentagono ha preferito evitare di fornire alla stampa una stima esatta di quanti altri componenti del personale militare in servizio attivo siano stati indagati e siano attualmente messi sotto inchiesta.
D’altra parte non dobbiamo dimenticare che uno dei numerosi gruppi estremistici presenti durante questa manifestazione e cioè i Custodi del giuramento (fra i più noti all’Fbi per la loro pericolosità e professionalità) contano al proprio interno numerosi ex membri delle forze dell’ordine e numerosi veterani di guerra come esplicitamente dichiarato dal suo fondatore e cioè Stewart Rhodes-guardacaso un veterano dell’esercito, che non aveva fatto mistero sul fatto di stare preparandosi per una guerra civile.
Ma vi sono almeno altri due elementi che confermano la gravità della situazione: in primo luogo il fatto che le dimissioni del capo della polizia del Campidoglio siamo state determinate dalla presenza di alcuni suoi sottoposti a fianco dei gruppi estremistici e in secondo luogo dal fatto che i dipartimenti di polizia di New York, Los Angeles, Las Vegas Houston e Philadelphia stanno indagando sulla partecipazione di alcuni loro agenti alla rivolta.
In ultima analisi l’opinione pubblica nel suo insieme, anche grazie alla stampa libera indispensabile strumento di informazione nelle democrazie occidentali, dovrà rivolgere uno sguardo attento e scevro da pregiudizi ideologici sulla presenza all’interno delle forze armate e delle forze dell’ordine di numerosi (o numerosissimi?) sostenitori di ideologie estremistiche la cui presenza a quanto pare sembra essere stata ignorata (o tollerata ?) dai vertici sia della polizia che delle forze armate almeno fino a questo momento.