Usa. Revocata la protezione temporanea a 50mila cittadini honduregni

di Giuseppe Gagliano –

Gli Stati Uniti hanno revocato la protezione temporanea concessa ai cittadini dell’Honduras, lasciando circa 50mila persone, molte delle quali residenti nel Paese da oltre venticinque anni, nella necessità di ottenere un diverso titolo di soggiorno o di lasciare il territorio americano.
Il programma era stato introdotto nel gennaio 1999 dopo le devastazioni provocate dall’uragano Mitch. La protezione non garantiva un percorso automatico verso la cittadinanza, ma consentiva agli honduregni interessati di vivere e lavorare legalmente negli Stati Uniti senza essere espulsi. I successivi rinnovi hanno trasformato una misura nata come emergenziale in una condizione protrattasi per oltre due decenni.
La procedura per la revoca era iniziata nel luglio 2025, quando il Dipartimento per la Sicurezza Interna aveva stabilito che le condizioni che avevano originariamente giustificato la protezione non sussistevano più. I ricorsi presentati davanti ai tribunali federali ne avevano successivamente ritardato l’applicazione.
La decisione rientra nella politica dell’amministrazione Trump volta a ridimensionare le protezioni temporanee concesse a cittadini di diversi Paesi e a impedire che misure emergenziali si trasformino, attraverso continue proroghe, in strumenti di permanenza indefinita negli Stati Uniti.
La revoca potrebbe avere conseguenze anche sul mercato del lavoro americano. Numerosi beneficiari honduregni sono occupati nell’edilizia, nell’agricoltura, nella ristorazione, nei servizi domestici, nella manutenzione e nell’assistenza. La perdita del permesso di lavoro potrebbe favorire inoltre il passaggio di una parte di questi lavoratori nell’economia sommersa, aumentando la loro vulnerabilità allo sfruttamento.
Le conseguenze potrebbero essere ancora più rilevanti per l’Honduras, la cui economia dipende in misura significativa dalle rimesse degli emigrati. Tegucigalpa dovrebbe contemporaneamente affrontare una possibile riduzione dei trasferimenti di denaro provenienti dagli Stati Uniti e il reinserimento di migliaia di cittadini che spesso non vivono nel Paese da decenni.
La questione assume anche una dimensione geopolitica. Washington utilizza sempre più la politica migratoria come strumento nei rapporti con i governi dell’America centrale, chiedendo maggiore collaborazione nel controllo delle frontiere, nell’accettazione dei rimpatri e nel contenimento dei flussi diretti verso gli Stati Uniti.
Resta irrisolto il problema delle persone che hanno trascorso legalmente negli Stati Uniti gran parte della propria vita adulta, costruendo famiglie, attività economiche e legami sociali. La fine della protezione honduregna mostra così il limite di uno strumento concepito per affrontare emergenze temporanee ma rimasto in vigore per oltre un quarto di secolo, trasformando una decisione amministrativa sull’immigrazione in una questione politica, economica e sociale per entrambi i Paesi.